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di Emanuele Giordana

Il Manifesto, 26 luglio 2022

Elezioni impossibili. Fragile tregua dopo i sanguinosi scontri armati tra milizie rivali a Misurata e nella capitale. L'ambasciatore d’Italia a Tripoli: “Status quo insostenibile”.

Il rinnovato tutti-contro-tutti libico da cui fuggono i migranti, negli ultimi giorni ha prodotto un’escalation a Tripoli e Misurata con un numero di vittime anche civili imprecisabile. Si parla di 16 morti solo nella capitale, dove la scorsa settimana si sono scontrate le Forze di deterrenza speciale (Rada) e la Guardia presidenziale.

Domenica si è combattuto anche a Al Sarraj, 12 km a ovest della città, tra membri della Brigata Fursan Janzour - lo riferisce Al Wasat - e un gruppo armato affiliato alle forze della regione ovest guidate dal generale ed ex capo dei servizi segreti militari Osama al Juwaili.

Ieri sembrava comunque reggere una sorta di tregua, mentre il caos si trasferiva sul piano politico, circa il modo per arrivare alle elezioni che tutti invocano: tra le tante questioni divisive in sospeso si è discusso di candidati con doppia cittadinanza e assetto costituzionale all’Alto consiglio di Stato di Tripoli: in ballo la divisione del potere legislativo tra questo (ovest) e la Camera dei rappresentanti di Tobruk (est).

Domani a Bengasi - riferisce Agenzia Nova - il capo di Stato maggiore del Governo di unità nazionale (Gun) Mohamed Haddad e il suo omologo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Abdelrazek Nadori, parleranno di unificazione dei due eserciti anche con i membri del Comitato militare congiunto 5+5.

Sul piano diplomatico, l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino, ha vistto il premier tripolino Dabaiba e ne ha dedotto che “lo status quo è insostenibile”. Preoccupa in particolare la trasparenza gestionale della compagnia statale National Oil Corporation.

Poi c’è la Russia, con i suoi tentacoli africani. Da Brazzaville, toccata ieri dal tour nel continente del ministro degli Esteri russo Serguej Lavrov, che benedice l’idea, il presidente congolese Denis Sassou Nguesso, capo della Commissione di alto livello dell’Unione africana sulla Libia, annuncia l’intenzione di organizzare un forum sulla risoluzione del conflitto nel paese nordafricano, con al tavolo tutti gli attori. Auguri.