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di Francesco Casula


Il Fatto Quotidiano, 27 agosto 2019

 

Intervista a Claudio Petrone, legale della Flai Cgil: "La giustizia funziona, bisogna avere più coraggio". "Per ridurre lo sfruttamento che, troppo spesso sfocia nella riduzione in schiavitù, è necessario che tutti i soggetti coinvolti raccontino alle forze dell'ordine quanto accade". Così l'avvocato Claudio Petrone legale della Flai Cgil a Taranto, sintetizza il quadro della lotta al caporalato in una parte della Puglia.

 

Avvocato Petrone, la presenza dello Stato nei campi è arrivata?

La vicenda che ha coinvolto la povera Paola Clemente è servita ad aumentare l'attenzione su una problematica presente e che il sindacato della Flai Cgil denunciava da tempo. Purtroppo, come spesso accade, è stata necessaria la tragedia per far sì che l'opinione pubblica sapesse. Lo sfruttamento dei lavoratori è punito con pene severe dal codice penale e bisogna avere la forza di denunciare.

 

Chi sono coloro che non denunciano?

Può sembrare paradossale, ma il più delle volte chi trova coraggio di non cedere al ricatto occupazionale, sono in maggioranza cittadini stranieri. E, mi creda, non lo fanno per un tornaconto personale. Il più delle volte, infatti, il risarcimento dei danni subiti è di difficile ottenimento e certamente non immediato: i racconti di chi è sfruttato nei campi trova sempre riscontro nell'attività investigativa delle forze dell'ordine. Pensi che in una recente vicenda alcuni cittadini rumeni sono dovuti rientrare in Italia più volte e a loro spese, per poter testimoniare nel processo, ma lo hanno fatto per amore della giustizia.

 

Ma trovano davvero giustizia nelle aule dei tribunali?

Certamente e anche velocemente. Sono ormai anni che vengono effettuati numerosi arresti nella provincia di Taranto, soprattutto grazie alle competenze specifiche dei carabinieri del Nil e dei reparti territoriali. Alcuni processi sono in corso, ma in altre vicende gli imputati hanno subito scelto di patteggiare o sono stati condannati.

 

Eppure il fenomeno continua a essere imponente: cosa serve ancora?

Le ripeto: serve più forza per denunciare. I lavoratori, italiani e non, devono sapere di non essere soli, possono contare non solo sulle forze dell'ordine, ma anche sulle associazioni sindacali. La Flai Cgil fornisce consulenza legale, ma è presente con le sedi territoriali nei piccoli comuni e soprattutto nella campagne, proprio accanto ai lavoratori.