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di Serena Uccello

Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2024

Un bonus per l’impresa che assume detenuti. Lo prevede il Disegno di legge depositato in Parlamento su iniziativa dell’assemblea del Cnel presieduta da Renato Brunetta. Un progetto che punta a recuperare socialmente i detenuti, riducendo i tassi di recidiva. Trai punti cardine anche la parità di trattamento salariale. Depositato in Parlamento il disegno di legge del Cnel che cambia la legge Smuraglia e ridefinisce l’accesso a lavoro e formazione. Abbattere fino ad annullarlo il tasso di recidiva, attualmente pari al 68,7%, per tutti i detenuti presenti nelle 189 strutture carcerarie italiane. È l’obiettivo di un disegno di legge approvato dall’assemblea del Cnel lo scorso 29 maggio - il primo della XI Consiliatura presieduta da Renato Brunetta - e che è stato depositato in giugno nei due rami del Parlamento (Atto Camera n. 1920 e Atto Senato n. 1169).

Un intervento che punta a incidere sulla qualità della carcerazione e della vita di una platea numericamente articolata e spesso dal monitoraggio complesso: oltre infatti ai 61.049 che stanno scontando la loro pena in carcere ci sono i 100-120mila in esecuzione esterna e un gruppo ancora più eterogeneo che oscilla tra gli 80 e 100mila che è in attesa di sapere quale sarà l’esecuzione. Di queste persone solamente un numero ristretto accede ad attività lavorativa. Secondo infatti gli ultimi dati Dap, complessivamente il 33% dei detenuti è sì coinvolto in attività lavorative ma solo l’1% è impiegato presso imprese private e il 4% presso cooperative sociali.

La stragrande maggioranza (l’85%) cioè lavora alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria. I numeri fra l’altro evidenziano una disparità geografica nell’impiego dei detenuti, con un divario di 15,1 punti percentuali tra la prima e l’ultima Regione classificata, rispettivamente Lombardia e Valle D’Aosta. Da qui la necessità di un’inversione dirotta, anche perché la mancata offerta di opportunità lavorative per i detenuti priva lo Stato di un ritorno sul Prodotto Interno Lordo (Pii) fino a 480 milioni di euro.

Con il testo - “Disposizioni per l’inclusione socio-lavorativa e l’abbattimento della recidiva delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o restrittivi della libertà personale emanate dall’Autorità giudiziaria” - l’assemblea del Cnel ha inoltre approvato un documento di Osservazioni e Proposte in materia di studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere. Questo passaggio normativo definito con il disegno di legge è infatti il frutto di un percorso articolato cominciato i113 giugno del 2023 con la sottoscrizione di un accordo interistituzionale con il ministero della Giustizia sul tema specifico dell’impatto positivo che l’istruzione, la formazione e l’inserimento lavorativo delle persone sottoposte a provvedimenti limitativi o privativi della libertà personale possono avere in termini di abbattimento del tasso di recidiva.

Molteplici, dunque i punti su cui il ddl interviene, dalla legge Smuraglia stabilendo un rafforzamento delle agevolazioni previste per gli imprenditori che impiegano persone detenute, all’introduzione della parità di trattamento economico; dall’informatizzazione ovvero la sistematizzazione di tutte le esperienze in campo che coinvolgono le imprese e le strutture carcerarie in una piattaforma informatica, all’inserimento al lavoro dei giovani in uscita dagli istituti penale per i minorenni. In sostanza si tratta di una profonda rivisitazione dell’attuale quadro normativo e regolamentare in materia di ordinamento penitenziario che punta alla strutturazione di una rete interistituzionale integrata in grado di gestire il problema dell’inclusione lavorativa nella sua globalità sia in carcere che nella fase post-rilascio; ma anche ad attrarre stabilmente risorse esterne sia in termini economici che di competenze anche digitali; ad elaborare e implementare interventi ad alto impatto su scala nazionale in grado di coinvolgere un numero significativo di detenuti. Per realizzare ciò è stato previsto uno strumento operativo vale a dire un segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale istituito dall’Assemblea presso il Cnel.