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di Andrea Oleandri

Ristretti Orizzonti, 10 luglio 2025

Antigone: “Serve un piano nazionale per affrontare l’emergenza climatica negli istituti penitenziari”. Il caldo estivo torna a colpire duramente le carceri italiane, rendendo la vita detentiva insostenibile in molte strutture del Paese. Negli ultimi giorni, il nostro Osservatorio ha raccolto testimonianze drammatiche: in alcune sezioni le temperature sono così elevate da rendere invivibili le celle e si deve cercare refrigerio provando ad uscire dalle stesse, cosa non possibile per tutte le persone detenute a fronte di un prepotente ritorno ad un regime a celle chiuse in molte carceri del paese. Le persone detenute e gli operatori che lavorano nelle sezioni faticano a respirare.

I ventilatori non sono disponibili ovunque e, anche laddove vi siano, essendo autorizzati solo alcuni modelli per ragioni di sicurezza e in un numero contenuto per ogni cella, il sollievo che offrono è comunque minimo. In alcune celle, inoltre, l’acqua corrente è disponibile solo per alcune ore al giorno. In altre ancora le docce non ci sono (contravvenendo al regolamento penitenziario) e i detenuti possono accedere nelle docce comuni solamente per poche ore al giorno.

A tutto questo si aggiunge una grave condizione igienica. Ci sono stati segnalati casi di diffusioni di malattie infettive o casi di celle e sezioni chiuse per la diffusione di parassiti. In alcuni istituti ci è stato riportato anche un odore insopportabile dettato dal fatto che la spazzatura viene lasciata nei corridoi in attesa che venga ritirata e, anche quando i tempi di questa operazione risultano brevi, le alte temperature creano problematiche.

A questa situazione contribuisce poi il sovraffollamento, con oltre 16.000 persone presenti in eccesso rispetto ai posti realmente disponibili e un tasso di affollamento che supera il 134%. In alcuni istituti le persone detenute si trovano a dormire su materassi messi per terra o su reti che non hanno il materasso.

“Siamo davanti a un’emergenza strutturale che non può più essere ignorata”, dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. “Il riscaldamento globale e l’innalzamento delle temperature estive stanno aggravando condizioni già precarie. Le carceri italiane, spesso vecchie, sovraffollate e poco ventilate, non sono in grado di garantire condizioni di vita dignitose. È urgente un piano nazionale per l’adattamento climatico degli istituti penitenziari: servono interventi strutturali, ma anche misure immediate per ridurre il sovraffollamento e telefonate quotidiane per evitare il senso di isolamento e combattere i suicidi (che sono già 39 nel 2025)”.

*Ufficio Stampa Associazione Antigone