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La Stampa, 12 ottobre 2026

Il Partito democratico chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio di riferire in Parlamento sui permessi e sui benefici penitenziari concessi a boss mafiosi, anche detenuti in regime di carcere duro. La richiesta arriva dopo l’inchiesta di Paolo Festuccia pubblicata su La Stampa, che ricostruisce diversi casi di detenuti condannati per reati di mafia che hanno ottenuto la possibilità di uscire dal carcere, in alcuni casi tornando nei territori di origine.

“Le notizie contenute nell’inchiesta sono impressionanti”, affermano Walter Verini, Enza Rando, Debora Serracchiani, Giuseppe Provenzano, Valentina Ghio, Anthony Barbagallo, Franco Mirabelli e Valeria Valente, componenti del Pd in Commissione Antimafia. I parlamentari chiedono anche la convocazione della commissione bicamerale, per acquisire informazioni complete e svolgere le valutazioni di competenza.

Secondo l’inchiesta, norme, interpretazioni giuridiche e benefici penitenziari avrebbero consentito a detenuti in regime di alta sicurezza e, in alcuni casi, al 41 bis di ottenere permessi e lasciare temporaneamente il carcere. Il rischio, secondo i dem, è che queste uscite favoriscano la ripresa dei contatti con le organizzazioni criminali e possano agevolare nuove attività illecite.

I parlamentari precisano di non mettere in discussione la funzione rieducativa della pena, ma sostengono che debba essere garantita senza compromettere la sicurezza collettiva. “Questo deve avvenire nella sicurezza della società e dei cittadini, evitando rischi di provvedimenti che vanifichino l’esigenza di impedire legami e contatti criminali”, dichiarano.

Nella nota, il Partito democratico denuncia anche le condizioni degli istituti penitenziari, segnati da sovraffollamento e carenza di personale, e segnalano il rischio che alcuni boss mantengano margini di influenza criminale. Da qui la richiesta di un chiarimento in Parlamento da parte di Nordio e della convocazione della Commissione Antimafia.