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micromega.com, 18 febbraio 2026

Massimo Congiu, Francesca Vianello, Marianna Gatta, Filippo Zingone e Antonello Azzarà nel nuovo volume di MicroMega. La condizione del carcere in Italia è notoriamente indegna di un paese civile. Come ricostruisce Massimo Congiu nella seconda sezione del volume di MicroMega dedicato a carcere e penalità nel XXI secolo, sovraffollamento, degrado strutturale, scarsità di attività trattamentali e carenze di personale rendono l’esperienza detentiva una quotidianità disumanizzante. Un sistema in crisi permanente che, in molti casi, si traduce in morte: i tassi di suicidio tra i detenuti raccontano infatti una realtà in cui la sofferenza diventa fatale.

Ma chi popola le carceri italiane? Francesca Vianello analizza la composizione sociale della popolazione detenuta e mostra come la stretta penale sulle fasce più fragili - immigrati, consumatori di droghe, poveri - rifletta la debolezza del welfare e la violenza di leggi che, da decenni, producono carcere più che giustizia. Una repressione selettiva, che si accanisce sempre di più sui fragili.

A raccontare cosa significhi vivere “dentro” sono tre ex detenuti le cui voci sono state raccolte da Marianna Gatta e Filippo Zingone: una testimonianza cruda, che attraversa psicofarmaci, solitudine, mancanza di prospettive, e che prosegue anche oltre le sbarre, nel vuoto del reinserimento. Perché in carcere si entra soli, e si esce ancora più soli. Ma la reclusione non logora solo chi la subisce. Antonello Azzarà riflette sulla condizione della polizia penitenziaria, intrappolata anch’essa in un sistema che esaspera i conflitti e svuota le relazioni. Il carcere, spazio chiuso per eccellenza, corrode tutto ciò che contiene.