sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

La Repubblica, 18 maggio 2024

Il rapporto di Antigone: l’aumento dei giovani in cella sarebbe anche maggiore se molti di loro diventati maggiorenni non fossero stati trasferiti negli istituti di pena per adulti. Dal 1998 ad oggi - informa Antigone - non si erano mai registrati numeri così alti di sovraffollamento nelle case di pena per minori. E sarebbero potuti essere anche più alti se i direttori delle carceri non avessero disposto il trasferimento dei detenuti diventati maggiorenni dietro le sbarre in penitenziari per adulti. Scelta che, fra l’altro, ha drasticamente interrotto un percorso educativo avviato nella casa di reclusione minorile. I provvedimenti - assai dannosi e condannati dai volontari che lavorano in carcere e dalle organizzazioni in difesa dei diritti umani - sono stati possibili grazie all’approvazione del decreto Caivano, caratterizzato da un approccio più punitivo.

Sette istituti su 17 sono sovraffollati. Il sovraffollamento nelle celle, dunque, sta interessando anche negli gli istituti di pena per adolescenti. A sottolinearlo è anche una nota di Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone. Ad oggi sono 7 su 17 gli istituti di pena più affollati: Bologna, Firenze, Milano, Potenza, Pontremoli, Torino, Treviso. In tutti nelle celle vive un numero di giovani superiore ai posti disponibili. Secondo le informazioni diffuse da Antigone, nei primi quattro mesi del 2024 c’è stata una crescita di 76 unità per un tasso di oltre il 15%.

Il modello di giustizia minorile italiano. Il procedimento penale per i minorenni è entrato in vigore nel 1988, mettendo in primo piano il problema del recupero dei ragazzi responsabili di reati, tenendo conto dell’età cruciale per la crescita e il futuro dei giovani nella quale il reato era stato commesso. Erano stati previsti bassi tassi di detenzione che oggi invece non vengono più rispettati come conseguenza, appunto, del decreto Caivano.