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di Giovanna Cavalli

Corriere della Sera, 30 maggio 2025

Approvata la legge. La deputata che ha fondato la Lega italiana difesa animali e ambiente (Leidaa): tutti i giorni mi segnalano episodi di crudeltà. È contenta. “Felicissima. Questa è una grande vittoria non solo mia ma dell’Italia intera, di tutti quelli come me che amano gli animali e vogliono che siano rispettati. E siamo tanti”.

C’è voluto tempo...

“Sono vent’anni che aspetto. E quattro legislature. Finalmente è successo, è una riforma storica, epocale”. Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente della Leidaa (Lega italiana difesa animali e ambiente), celebra il via libera del Senato alla legge che punisce - anche con il carcere - maltrattamenti, violenze e crudeltà verso cani, gatti &Co.

Un fenomeno tristemente diffuso, purtroppo...

“Non c’è giorno in cui, ovunque, tramite i rappresentanti della mia associazione non mi sia segnalato un caso di tortura, di abbandono o di crudeltà. Ci ho lavorato tanto e sono orgogliosa che la legge porti il mio nome”.

Cosa cambia?

“Viene completamente ribaltata la prospettiva. D’ora in poi il titolo IX bis del codice penale non tutelerà più il sentimento dell’uomo, ma direttamente gli animali in quanto esseri senzienti. Nel solco della riforma della Costituzione da noi auspicata e che inserisce all’articolo 9 la tutela degli animali e dell’ambiente”.

In termini concreti?

“Mettiamo fine alla quasi totale impunità che ha regnato nel nostro Paese e che ha permesso a dei delinquenti socialmente pericolosi, colpevoli di crimini atroci verso le creature indifese, di cavarsela con niente. E questa impunità di fatto ha portato al dilagare di atti violenti. Adesso chi uccide un animale rischia 4 anni di carcere e una multa fino a 60 mila euro, che non vengono attenuati dal patteggiamento o dalla messa in prova. E se i gesti abietti vengono poi diffusi in rete, le sanzioni sono aumentate di un terzo”.

Puniti i maltrattamenti...

“Molto diffusi purtroppo tra le mura domestiche, prevedono due anni di reclusione più una multa fino a 30 mila euro. Elementi deterrenti importanti”.

Catene vietate...

“Su tutto il territorio nazionale. Era ora di abolire questa abitudine medievale”.

Così come i combattimenti tra cani...

“Il reato si configura anche per chi assiste o partecipa a questi eventi clandestini”.

Qualcuno però si era messo di traverso...

“Quando il testo è stato approvato alla Camera, lo scorso novembre, una forza politica dell’opposizione, con i media a lei collegati, ha cercato in ogni modo di fermare la riforma, perché non portasse il timbro del governo Meloni. Hanno cercato di screditarmi, attaccandomi personalmente, ma sono abituata a lavorare duro. I loro tentativi sono stati vani”.

Chi è stato?

“Non meritano menzione. Però non ci sono riusciti, oggi è legge. E l’Italia con questa normativa è addirittura avanti rispetto al resto dell’Europa, siamo da esempio”.

Un primato positivo, una volta tanto...

“Come già in passato, la verità è che tutte le leggi per gli animali sono arrivate con il centrodestra. Ringrazio Giorgia Meloni, che ci ha creduto e con la sua sensibilità ha voluto un iter di approvazione veloce. E il mio presidente Maurizio Lupi che si è speso tantissimo”.

Come pensa sarà accolta la nuova norma?

“La maggioranza degli italiani ama gli animali e vuole che siano rispettati”.

Ha una dedica speciale...

“Sì, voglio dedicare questa riforma alle vittime mute di gesti crudeli, come il cane Angelo e il gatto Leone, il cane Aron e il micio Grey, morti per mano di delinquenti sciagurati. Gli avevamo promesso giustizia e la avranno”.