Il Dubbio, 2 settembre 2026
Nel solo mese di agosto le presenze nelle carceri italiane sono aumentate di oltre 800 unità. Il 30 agosto i detenuti erano 65.650, a fronte di una capienza regolamentare di 51.220 posti e di 46.193 posti effettivamente disponibili. I dati sono stati diffusi dall’associazione Antigone, che indica un tasso medio nazionale di affollamento del 142,1%. I posti effettivamente disponibili sono diminuiti di 150 unità in un mese e di 574 rispetto all’avvio del piano carceri del Governo, risalente all’inizio del 2025. “Siamo ormai ai livelli che costarono la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo nella stagione 2010-2013”, dichiara il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella.
Il numero massimo raggiunto in quel periodo fu di 68.258 detenuti. Secondo Gonnella, mantenendo l’attuale andamento e in assenza di interventi diretti a ridurre le presenze, quella soglia potrebbe essere raggiunta in breve tempo.
Antigone: sei suicidi in carcere ad agosto - L’associazione definisce “difficilissima” l’estate del 2026, segnata da incidenti, proteste e suicidi. Nel solo mese di agosto sono state sei le persone detenute che si sono tolte la vita. Secondo Antigone, alle elevate temperature si è aggiunto un nuovo aumento del sovraffollamento. Il tasso ha raggiunto il 183,8% in Puglia, il 168,1% in Basilicata, il 161,6% in Molise e il 160,2% in Lombardia. Sono 85 gli istituti nei quali l’affollamento supera il 150%. Le percentuali più elevate vengono registrate a Lucca, con il 251,4%, Milano San Vittore con il 225,8%, Foggia con il 224,2%, Latina con il 215,6%, Brescia Canton Mombello con il 209,9%, Lodi con il 209,3%, Altamura con il 202% e Taranto con il 200,2%. “Stiamo entrando nell’autunno che precede le elezioni e il ricorso al populismo penale a fini elettorali è già cominciato”, afferma Gonnella. Il presidente di Antigone richiama le proposte di legge presentate prima dell’estate da Governo e maggioranza, che, secondo l’associazione, potrebbero peggiorare ulteriormente le condizioni degli istituti. “C’è invece bisogno di porre al centro del dibattito pubblico la questione carceraria in tutta la sua gravità e di farlo da subito. Chiunque vincerà le elezioni nel 2027 rischia di avere a che fare con un’eredità drammatica”, conclude Gonnella.
Nuovi disordini nel carcere di Cavadonna - Intanto, nuovi disordini sono stati segnalati nel carcere di Cavadonna, a Siracusa. Secondo quanto riferito dall’OSAPP, la protesta è cominciata nel Blocco 25 di Alta sicurezza e si è successivamente estesa ai detenuti comuni, che hanno battuto le gavette contro le inferriate. Durante i disordini, due agenti della Polizia penitenziaria sarebbero rimasti coinvolti in altrettanti episodi di violenza. Un agente sarebbe stato colpito al volto con alcuni pugni, mentre una poliziotta sarebbe stata investita da un cancello di sbarramento mentre tentava di chiuderlo.
I detenuti avrebbero anche divelto alcune telecamere di videosorveglianza. Dopo un parziale rientro nella sezione, non sarebbero tornati nelle celle. Secondo il sindacato, la protesta sarebbe stata provocata dal divieto di inserire beni deperibili nei pacchi consegnati dai familiari. La trattativa con la direzione dell’istituto non avrebbe avuto esito. È atteso l’intervento del Gruppo di intervento operativo della Polizia penitenziaria. Il segretario provinciale dell’OSAPP, Giuseppe Argentino, denuncia “il collasso della sicurezza” e chiede un intervento immediato del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, del Provveditorato regionale, della Prefettura e della magistratura.









