di Davide Varì
Il Dubbio, 7 agosto 2026
“Questa mattina (ieri, ndr), su richiesta di Forza Italia, l’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia ha deliberato l’avvio della procedura per l’indagine conoscitiva sullo stato delle carceri. La proposta ha l’obiettivo di acquisire dati certi sul sistema carcerario italiano: dal sovraffollamento, che a giugno 2026 ha raggiunto, secondo i dati del Dap, un tasso del 139,5 per cento, allo stato di avanzamento del programma di edilizia carceraria; dalle modalità di espiazione della pena al fenomeno dei suicidi; infine, alle condizioni di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria e di quanti operano nelle carceri. Abbiamo chiesto l’indagine per accendere i riflettori su un tema che attiene al rispetto dei diritti costituzionali, sul quale troppo spesso ci sono state strumentalizzazioni o sterili annunci”. Ad annunciarlo in una nota i deputati di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa, Davide Bellomo, Tommaso Calderone e Pietro Pittalis.
“Il sovraffollamento - spiegano i proponenti - incide negativamente sulle modalità di espiazione della pena, che rischiano di confliggere con l’articolo 27 della Costituzione e con le direttive stabilite dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o dei trattamenti inumani o degradanti, esponendo il nostro Paese a procedure di infrazione Ue. Tali condizioni critiche alimentano il fenomeno dei suicidi e dei tentati suicidi da parte delle persone detenute e si ripercuotono sul lavoro e sullo stato di salute di chi opera nelle carceri, a cominciare dagli agenti della Polizia penitenziaria. Le condizioni di sotto organico degli agenti li espongono a situazioni critiche e pericolose: dalle aggressioni subìte allo scenario, emerso in alcune inchieste, nel quale esponenti della criminalità organized continuano a operare dall’interno delle carceri; fino alla diffusione di sostanze stupefacenti”, concludono.
A replicare via social ai deputati di maggioranza è stata, in modo singolare, Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia, criticando apertamente l’iniziativa degli azzurri: “Non si può fare populismo su questi temi attivando indagini conoscitive. Il ministero ha tutti i dati reali e l’onorevole Calderone poteva accertarsene. Altra cosa è cercare, insieme, di individuare le giuste misure”, ha affermato commentando sul suo profilo Facebook il post dell’azzurro sul punto. Bartolozzi ha poi rivendicato l’operato del governo Meloni, ricordando che Via Arenula ha già varato un piano strategico articolato su quattro pilastri: copertura delle piante organiche, riorganizzazione amministrativa, miglioramento infrastrutturale e reinserimento sociale. L’ex capo di gabinetto ha richiamato gli investimenti messi in campo, tra cui i fondi per l’assistenza psicologica e i mediatori (portati a 14,9 milioni), le risorse per l’accesso alle misure alternative (7 milioni), i finanziamenti per i detenuti tossicodipendenti (5 milioni) e i 270 milioni di fondi Ue destinati all’inclusione socio-lavorativa. “Non sarà mai abbastanza - ha concluso -ma questo governo ha certamente fatto moltissimo”.









