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di Luca Roberto


Il Foglio, 17 agosto 2020

 

Com'è consuetudine oramai da diversi anni, la scorsa settimana l'associazione Antigone ha pubblicato il periodico monitoraggio di metà anno sul sovraffollamento nelle carceri italiane. La situazione è lievemente migliorata dall'inizio della pandemia, ma a livello nazionale permangono situazioni disomogenee di particolare criticità.

106,1 per cento - È il tasso medio di affollamento carcerario registrato in Italia a fine luglio. Un anno fa era del 119,4 per cento. Il calo più marcato lo si è osservato nelle case circondariali dell'Emilia-Romagna (meno 19,8 per cento), della Campania (meno 15,2 per cento), e della Lombardia (meno 13,9 per cento). Le Marche sono l'unica regione in cui i nuovi ingressi hanno superato le uscite (più 1,1 per cento). Sono 53.619 i soggetti detenuti nelle carceri italiane alla fine di luglio, in linea con il dato di aprile.

140 - È il numero di detenuti ospitati ogni 100 posti disponibili, in 24 carceri italiane. A Latina il tasso di affollamento è del 197 per cento - quasi il doppio rispetto al consentito - a Taranto del 177 per cento.

287 - Sono i casi totali di infezione al coronavirus registrati all'interno delle carceri dall'inizio dell'emergenza sanitaria: 161 sono stati accertati in un'unica giornata. Per effetto del contagio sono morti 4 detenuti, 2 agenti di polizia e 2 medici penitenziari.

3.379 - I soggetti cui è stata concessa la detenzione domiciliare in seguito al propagarsi della pandemia (dato aggiornato al 20 maggio). A 975 di questi è stato assegnato un braccialetto elettronico. A 561 persone è stata concessa una proroga della licenza di semilibertà.

1/5 - È la proporzione di chi, sul totale dei detenuti, deve scontare un residuo di pena inferiore a un anno. La quota sale al 52,6 per cento se si considerano quelli che devono scontare meno di 3 anni residui. Il 26,8 per cento, invece, ha di fronte a sé più di 10 anni di detenzione residua.

32,5 per cento - La percentuale di detenuti di nazionalità straniera, in calo rispetto allo scorso anno (33,3 per cento) e in maniera ancor più marcata rispetto al 2008 (erano il 37 per cento). Le donne sono il 4,19 per cento dei detenuti complessivi, 2.224 in valori assoluti.