di Eleonora Martini
Il Manifesto, 21 marzo 2025
Assemblea straordinaria alla Camera: “Occasione persa”. Dibattito senza il ministro Nordio. La maggioranza c’è solo per il voto. “C’è un certo sentore di dileggio del Parlamento”, dice sardonica la dem Debora Serracchiani dopo quasi due ore di interventi a tutto tondo sulle carceri pronunciati nell’aula di Montecitorio dai deputati dell’opposizione davanti ai banchi di fatto vuoti del governo. “Un’occasione mancata”, come l’hanno definita in tanti, l’assemblea straordinaria - la prima nel suo genere - che la Camera ha finalmente dedicato ieri mattina all’emergenza carceri per discutere e votare due mozioni delle opposizioni (una del M5S e l’altra di Pd, Avs, Iv, +Europa e Azione) che proponevano soluzioni alternative alle inefficaci, quando non dannose, ricette governative. Se non fosse che all’ultimo momento è comparsa - distribuita tra i banchi - una mozione di maggioranza che sostanzialmente è un invito a continuare come e peggio di prima. E, naturalmente, è l’unica approvata (con 148 sì e 116 no); respinte le altre due. Il ministro Nordio - che Magi (+Europa) ha definito “commissariato dai suoi sottosegretari” - non si è fatto vedere. Ma in compenso in mattinata ha ricevuto il Garante nazionale dei detenuti Turrini Vita che gli ha espresso, tra le altre cose, “apprezzamento per il piano di pronto accrescimento degli spazi detentivi”.
Se però il presidente del collegio nazionale nominato da Meloni avesse assistito alla seduta straordinaria della Camera, come ha fatto invece una delegazione dei Garanti territoriali, avrebbe ascoltato giudizi opposti proprio rispetto al sovraffollamento. Che, come sottolinea Dori, di Avs, “va risolto subito perché è un amplificatore di tutti gli altri problemi, e dopo il decreto Caivano per la prima volta sono al collasso anche gli Ipm per minori”. Infatti, gli adulti in carcere sono 62.165 su un numero di posti “sceso ulteriormente a 46.836 da quando siete al governo, perché avete smesso di investire anche sulla manutenzione ordinaria”, incalza la dem Di Biase ricordando che si sono perse le tracce del commissario straordinario all’edilizia penitenziaria nominato 6 mesi fa, e perfino della lista delle nuove carceri da costruire. Nessuna idea neppure su come contrastare la piaga dei suicidi, fanno notare altri. Gli interventi sono tanti, la discussione è ricca.
Ma é quasi un soliloquio, perché durante il dibattito sui banchi del governo siede solo la sottosegretaria al Mef Savino, che di carceri non si è occupa. Il viceministro alla Giustizia Sisto compare appena prima del voto per esprimere il parere positivo alla mozione firmata da Fd’I, Lega, FI e Noi moderati; negativo per le altre. E perfino gli scranni della maggioranza sono pressoché deserti fino alle dichiarazioni di voto, fatto salvo per il berlusconiano Calderone che illustra la mozione delle destre e ribadisce l’apertura di FI “alla possibilità di aumentare la liberazione anticipata”. Il riferimento è alla proposta Giachetti che ha invece diviso il M5s (contrario) da tutto il resto dell’opposizione (favorevole). Diversamente dai desiderata di alcuni forzisti, il testo della maggioranza esclude completamente indulto e amnistia anche se chiede di “valutare circoscritti e mirati rafforzamenti delle misure alternative” per tossicodipendenti o detenuti fragili da inviare nelle apposite comunità private. Il governo dovrà invece proseguire con l’edilizia penitenziaria; potenziare le misure di sicurezza in cella e “contro le rivolte penitenziarie, completando l’organizzazione del Gruppo di intervento operativo”; aumentare l’organico e lo stipendio degli agenti; potenziare magistratura e Uffici di sorveglianza. E intervenire sulla custodia cautelare per ridurre i presupposti per la sua applicazione al solo “rischio di reiterazione” del reato (escludendo quello di fuga e di inquinamento delle prove).
Un nodo, questo, sul quale FI tiene particolarmente e, annuncia Calderone, sta preparando una pdl: “Non pensiamo ai condannati ma ai presunti innocenti, che sono 15 mila su 60 mila”. Senza la carcerazione preventiva, conclude, “abbiamo risolto il problema del sovraffollamento”.











