di Liana Milella
La Repubblica, 13 aprile 2023
La presidente Sciarra: “Collaborazione sui temi sensibili non ha dato sempre esiti soddisfacenti”. È accaduto per l’ergastolo ostativo, per il carcere per i giornalisti, per il fine vita. Alla vigilia della riunione straordinaria con Mattarella esce l’Annuario del 2022 con il bilancio dell’anno. Prese state 270 decisioni, 213 sentenze, 57 ordinanze.
La collaborazione della Consulta con il Parlamento? La Corte ha limitato il suo potere e ha scelto “di concedere il tempo necessario al Parlamento per confezionare una nuova legge”, ma ciò “non ha portato sempre a risultati soddisfacenti e rapidi per i cittadini”. Il Covid? “Dalla Corte sempre rispetto per le scelte individuali”. Il 41bis? “Il visto di censura sulla corrispondenza tra il detenuto e l’avvocato viola il diritto di difesa”.
Alla vigilia della tradizionale seduta straordinaria della Corte costituzionale, che si svolgerà domani, alla presenza di Sergio Mattarella, in cui viene presentato il bilancio dell’anno precedente, esce la terza edizione dell’Annuario con un’intervista della presidente Silvana Sciarra e i dati del 2022. Sono state 270 le decisioni prese, 213 sentenze, 57 ordinanze, con un più 2,7% sul 2021. Calano i “moniti” al legislatore, sono stati due l’anno scorso rispetto ai dieci del 2018, ai venti nel 2019, ai 25 nel 2020 e 29 nel 2021.
I “moniti” al legislatore - Un tema di sicuro dibattito è quello dei rapporti della Corte con il Parlamento. In termini di pronunce di incostituzionalità, di “moniti” a cambiare le leggi stesse, ma anche di decisioni della stessa Corte “sospese” concedendo alle Camere il tempo, di solito un anno, per cambiare le leggi. È accaduto per l’ergastolo ostativo, per il carcere per i giornalisti, per il fine vita. Sciarra afferma che “la Corte, nel solco tracciato dallo spirito repubblicano di collaborazione con il legislatore, possa anche, in alcune circostanze peculiari, autolimitare il proprio potere e scegliere di concedere il tempo necessario al Parlamento per confezionare una nuova legge”. Ma in termini di futuro bilancio “questa apertura di credito su temi molto sensibili e socialmente rilevanti non ha portato sempre a risultati soddisfacenti e rapidi per i cittadini”.
Il Covid e la Corte - “Dentro la tutela della salute c’è l’individuo, ma anche la collettività. Quindi sono reciproci i doveri oltre che i diritti. Io mi vaccino per me stesso e per la collettività” dice Sciarra. Che parla di “rispetto” della Corte “nei confronti delle scelte individuali anche in considerazione del fatto che coloro che non potevano sottoporsi alla somministrazione dei vaccini per accertate ragioni mediche sono stati tutelati dal legislatore”. Secondo Sciarra “l’imposizione di un trattamento sanitario obbligatorio trova giustificazione in quel principio di solidarietà che rappresenta la base della convivenza sociale normativamente prefigurata dal Costituente”.
Il 41bis in vista di Cospito - Il 18 aprile la Corte dovrà decidere sul caso di Alfredo Cospito e sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dai giudici di Torino e sollecitata dalla difesa dell’esponente anarchico sull’attenuante rispetto al reato di strage politica per l’attentato del 2006 alla caserma degli allievi carabinieri di Fossano in cui non ci furono vittime. Se la Corte dovesse decidere favorevolmente cadrebbe la pena dell’ergastolo e quindi con essa anche il 41bis. Sul “carcere duro” Sciarra cita la decisione assunta dalla Corte sulla corrispondenza tra il detenuto e il suo avvocato che “viola il diritto di difesa” e la considera “un esempio di contemperamento fra esecuzione della pena e riconoscimento di diritti al detenuto, nel solco di un giudizio sulla costituzionalità del trattamento carcerario che non può comprimere oltre misura la sfera delle garanzie riservate alla tutela della persona”.
La Corte in Europa - Per Sciarra è importante il rapporto della nostra Corte costituzionale con le corti europee, sia le Corti costituzionali nazionali, sia la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte di giustizia dell’Unione europea. Perché “il tema di fondo è quello di regolare i meccanismi delle valvole, farle funzionare in modo sempre più sincronico e integrato. Lo scambio proficuo tra la Corte costituzionale e le Corti sovranazionali e internazionali serve proprio a rafforzare le maglie di questa trama democratica, entro cui costruire fiducia reciproca e comuni responsabilità”.










