sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Bruno Calchera*

Corriere della Sera, 8 settembre 2026

La sostenibilità sociale rappresenta negli Esg l’elemento di gran lunga più applicabile da parte delle aziende e delle realtà organizzate del Terzo settore. Con Altis dell’Università Cattolica, Csroggi ha deciso di dare spazio a un convegno - il prossimo 25 settembre a Milano - per raccontare come la solidarietà e la sostenibilità diventano elementi innovativi e di utilità per l’economia del nostro Paese, attraverso diverse attività svolte in molte carceri italiane. Quello che sta avvenendo in molti Istituti penitenziari italiani è l’affermarsi di un nuovo paradigma sociale in cui, attraverso la presenza stabile e operativa di molte imprese, vengono svolte attività che hanno un riflesso concreto nella nostra vita: si realizza cioè una alleanza virtuosa e produttiva tra aziende e carcerati che, assunti per il loro lavoro, dopo una significativa formazione realizzano prodotti e servizi di cui noi tutti beneficiamo quotidianamente. Sul sito del Ministero di Giustizia si trovano i nomi delle tante imprese che possono accedere all’interno delle strutture penitenziarie grazie alle agevolazioni fiscali della Legge Smuraglia.

Esperienze di collaborazione sociale che saranno raccontate attraverso testimonianze dirette portate da persone dell’Amministrazione pubblica e degli istituti penitenziari oltre che di università, imprese e realtà del Terzo settore. L’incontro si rivolge in modo particolare alle aziende e agli Enti di terzo settore che vogliono integrare la dimensione sociale nelle proprie strategie di sviluppo sostenibile e ai cittadini che possono conoscere buone pratiche in azione nei Penitenziari.

Già nel 2025 Cristina Giudici, giornalista, ha realizzato per Csroggi una importante indagine dal titolo “La sostenibilità sociale ed economica nelle carceri italiane”, che ha suscitato un significativo interesse. L’incontro del 25 settembre (ore 10, Aula S. Francesco, Piazza Sant’Ambrogio 8) vuole documentare come è possibile la non reiterazione dei reati una volta accese queste leve collaborative. Impatto sociale positivo, inclusione, coesione sociale sono parole che sentiamo spesso.

Vorrei aggiungerne altre significative: coraggio, pazienza, esperienza. Ma soprattutto valutazione dei risultati: non ci sarà nulla di più chiaro della positività che emergerà dalle parole dei relatori e dei loro contributi. Purtroppo il tema non tocca spesso le pagine dei giornali (con eccezioni come Buone Notizie) né i palinsesti televisivi. Nella realtà questi sforzi e queste esperienze sono indispensabili per impedire la reiterazione dei reati. Il cambiamento generato nella vita dei lavoratori carcerati è un elemento di forza per giocare la propria competenza nei luoghi di lavoro, quando a fine pena rientreranno a pieno titolo nella società.

*Direttore di Csroggi