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di Giacomo Salvini

Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2024

Mattarella chiede modifiche su madri detenute in cella e divieto delle sim agli irregolari. Scontro col governo: FdI-Lega vogliono andare dritto. I voti non sono ancora iniziati. Per il momento le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia del Senato lavorano a rilento. Meglio aspettare. E riflettere. Perché il disegno di legge Sicurezza, già approvato alla Camera in prima lettura il 19 settembre scorso e in discussione a Palazzo Madama, non è più solo oggetto di scontro tra il governo da una parte e le opposizioni, i sindacati e le associazioni dall’altra. Secondo quanto risulta al Fatto da fonti qualificate, infatti, alcune parti del disegno di legge Sicurezza che modifica 30 articoli del codice penale introducendo 20 nuovi reati e colpisce soprattutto chi protesta, non convince il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Sotto la lente del Quirinale ci sarebbero in particolare due norme per cui gli uffici del Quirinale hanno chiesto modifiche alla maggioranza. La prima è quella che riguarda le madri detenute: per colpire le cosiddette borseggiatrici, il governo ha reintrodotto la possibilità che le donne incinte o con figli fino a un anno possano andare in carcere. L’articolo della legge non era piaciuto all’opposizione, alle associazioni e anche Forza Italia aveva provato a modificarla con un emendamento del deputato Paolo Emilio Russo, che aveva chiesto di mantenere lo “scudo” fino a un anno. Niente da fare: alla fine è stato approvato un ordine del giorno, non vincolante, con cui il governo si impegnerà a fare una relazione annuale sul fenomeno. Una sorta di tagliando ogni dodici mesi per capire gli effetti della legge.

L’altra norma che non piace agli uffici del Quirinale è quella che vieta ai migranti irregolari che sbarcano in Italia di poter acquistare una sim telefonica per parlare tra loro e con i propri cari nei Paesi d’origine. Una norma duramente contestata dall’Arci che ha ricordato come, con questo provvedimento, un migrante minorenne non potrà comunicare con i propri familiari nel Paese d’origine.

Sono queste le due norme che gli uffici del Colle hanno messo sotto la lente di ingrandimento chiedendo modifiche in Parlamento durante la seconda lettura. Anche la nuova stretta securitaria sul diritto di protestare con pene fino a due anni per chi fa blocchi stradali e aggravanti per coloro che protestano nelle carceri, nei centri per migranti e per chi si oppone alle grandi opere, non convince Mattarella, secondo tre fonti di governo a conoscenza della questione. Ma su questo il Quirinale sa che difficilmente la maggioranza di destra potrà fare un passo indietro: significherebbe rinnegare il provvedimento stesso.

Sulle madri detenute e sul divieto delle sim per i migranti, invece, la richiesta del Colle sta portando a una riflessione nel governo. Modificare anche solo una virgola del provvedimento, infatti, significherebbe rimandarlo alla Camera per una terza lettura e rinviare di diversi mesi la sua approvazione. Se ne riparlerebbe nel 2025. Così l’ala più dura di Fratelli d’Italia rappresentata dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e della Lega con il collega di governo Nicola Molteni (Interno) sarebbero per ignorare le richieste del Quirinale e approvare la legge in via definitiva al Senato entro fine anno.

Di diverso avviso Forza Italia e anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che sta dialogando con il Quirinale per modificare qualche norma del disegno di legge. “Qualche piccola modifica tecnica potrebbe esserci”, conferma il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Alberto Balboni.

Tra queste potrebbe anche esserci la norma che vieta il commercio della cannabis light, mettendo in ginocchio tutto il comparto e migliaia di lavoratori. Le opposizioni contestano anche l’articolo 31 che potenzierebbe le attività sotto copertura di agenti dei Servizi nelle organizzazioni mafiose e terroristiche senza controllo. Ma su questo Mantovano, che ha seguito i lavori in commissione, non sembra sentire ragioni.

Per questo i lavori delle commissioni di Palazzo Madama procedono a rilento: le opposizioni, dopo aver partecipato a manifestazioni di protesta di fronte al Senato, stanno facendo ostruzionismo presentando 1.500 emendamenti. Giovedì le commissioni sono arrivate a metà dell’illustrazione e i voti non inizieranno prima della prossima settimana.