di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 24 dicembre 2024
Si chiude l’anno, è tempo di bilanci, di quelli che guardiamo distrattamente con un pensiero alla tavola imbandita e l’altro ai regali. Prendiamo due estratti: “I detenuti vivono abbandonati alla rinfusa in indecenti, asfissianti cameroni o costretti in parecchi in celle infelicissime”. E ancora: “Oltre tremila persone vivono là, dove non ne dovrebbero essere più di mille e cinquecento. Per sorvegliare un numero così ingente di detenuti necessiterebbe un adeguato corpo di sorveglianti, mentre le guardie e i carabinieri sono duecento in tutto. C’è poi il problema dei detenuti in attesa di giudizio che sono la quasi totalità: essi vedono passare i mesi senza sapere spesso di che cosa siano imputati”. Parole molto dure.
La prima citazione è tratta da “Il problema carcerario italiano, Relazione sulle deficienze del vigente sistema penitenziario e sulla necessità di una urgente riforma. Roma, 1944”. La seconda da un articolo del Corriere d’Informazione del 10 agosto 1945. Se a qualcuno occorressero altri articoli simili, grazie al prezioso lavoro del Centro di documentazione del Corriere della Sera, siamo a disposizione.
E oggi? Ottant’anni dopo? Secondo l’Associazione Antigone “Il numero delle persone detenute nelle carceri italiane ha superato le 62.000 unità. Era dal 2013, cioè dall’anno della Sentenza Torreggiani con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva condannato l’Italia per i trattamenti inumani e degradanti generalizzati nelle carceri italiane, che non si registravano numeri così elevati. Solo nell’ultimo anno sono quasi 3.000 i detenuti in più presenti nelle carceri, laddove i posti disponibili conteggiati dal Ministero della Giustizia sono 51.196, mentre a metà ottobre sappiamo che tra questi 4.445 non lo erano realmente”.
In 23 delle 73 carceri visitate da Antigone nell’ultimo anno sono state trovate celle che non rispettavano il parametro minimo dei 3mq. “Una condizione riconosciuta dagli stessi Tribunali di Sorveglianza italiani che sistematicamente condannano l’Italia”.
Una differenza rispetto a quel lontano passato c’è e non è di poco conto: secondo Antigone nel 2024 ci sono stati 86 suicidi nelle carceri italiane, un numero contestato dal Dap che ne riconosce “solo” 79. Fossero solo 7 rimarrebbe una scandalosa ferita alla dignità del nostro Paese.









