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La Repubblica, 5 luglio 2026

La protesta, martedì 7 luglio alle 16.30, in Piazza di Montecitorio, promossa dalla senatrice Ilaria Cucchi di Avs e decine di associazioni. Una larga rete di associazioni, sindacati e realtà impegnate nella tutela dei diritti umani si mobilita per denunciare le condizioni sempre più drammatiche nelle carceri italiane. Martedì 7 luglio alle 16.30, in Piazza di Montecitorio, si terrà un flash mob promosso dalla senatrice Ilaria Cucchi insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra e in collaborazione con PID Onlus, per accendere i riflettori sull’emergenza che sta attraversando gli istituti penitenziari del Paese. L’iniziativa nasce dall’allarme lanciato da numerose organizzazioni che da anni operano sul fronte dei diritti delle persone detenute e che denunciano una situazione aggravata dall’arrivo dell’estate: temperature torride, celle sovraffollate, scarsa o assente ventilazione e condizioni igienico-sanitarie sempre più difficili stanno mettendo a rischio la salute e la dignità di detenuti, detenute e personale penitenziario.

Il sit-in assumerà la forma di un’azione simbolica e partecipata. Per alcuni minuti i presenti sperimenteranno sotto il sole uno spazio delimitato di appena tre metri per due, le dimensioni minime di una cella. Un gesto semplice ma potente per rappresentare ciò che migliaia di persone vivono quotidianamente dietro le sbarre. “Saranno pochi minuti - spiegano i promotori - ma in carcere anche pochi minuti possono diventare un’eternità”. Un richiamo diretto alle condizioni di chi è costretto a trascorrere giornate intere in ambienti spesso privi di adeguata aerazione, condividendo spazi estremamente ridotti con altre persone.

Al centro della protesta c’è il tema del sovraffollamento. In diversi istituti penitenziari italiani il tasso di affollamento reale supera il 139%, una pressione che rende sempre più difficile garantire condizioni di vita dignitose e alimenta tensioni, disagio psicologico e rischi per la sicurezza. Con l’innalzamento delle temperature estive, denunciano le associazioni, la detenzione rischia di trasformarsi in una forma di sofferenza aggiuntiva non prevista dalla condanna, fino a configurare una vera e propria lesione dei diritti fondamentali.

A sostenere il flash mob è una rete ampia e trasversale che unisce organizzazioni impegnate sui diritti civili, sul sociale, sul lavoro e sulla giustizia. Tra le adesioni già annunciate figurano Associazione Stefano Cucchi Onlus, Antigone, A Buon Diritto, ARCI, CGIL Roma e Lazio, FIOM Roma e Lazio, Giuristi Democratici, Baobab Experience, Mediterranea Saving Humans, CNCA, UISP Roma, ACAD, ARCI Solidarietà, Articolo21, Cittadinanzattiva, Nonna Roma, Rete #NoBavaglio, Comunitaria OdV, Forum Droghe, Cooperativa Sociale Folias, Salviamo la Costituzione, Libera APS - settore Giustizia e Gruppo Abele di Torino. La mobilitazione punta a riportare il tema delle carceri al centro del dibattito pubblico e politico, denunciando quella che gli organizzatori definiscono una vera e propria “strage di diritti”.

L’obiettivo è chiedere interventi urgenti per affrontare il sovraffollamento, migliorare le condizioni materiali di vita negli istituti e garantire il rispetto della dignità umana sancita dalla Costituzione. Davanti alla sede del Parlamento, le associazioni intendono ricordare che “il carcere non può trasformarsi in uno spazio di abbandono e sofferenza. Per questo il flash mob del 7 luglio vuole essere non solo una denuncia, ma anche un appello alle istituzioni affinché affrontino con urgenza una crisi che riguarda migliaia di persone e interpella direttamente lo stato dei diritti e della democrazia nel Paese”.