di Dave Hill Cirio
L’Identità, 4 agosto 2026
L’indagine conoscitiva proposta alla Commissione Giustizia punta ad acquisire dati certi per intervenire su più fronti. I deputati di Forza Italia in Commissione Giustizia della Camera - Enrico Costa, Davide Bellomo, Tommaso Calderone e Pietro Pittalis - hanno annunciato il deposito formale della richiesta. Chiedono un’indagine conoscitiva ampia e organica sulle condizioni del sistema carcerario italiano. L’iniziativa punta a fotografare in modo oggettivo lo stato degli istituti di pena del Paese. E ad analizzare non solo le criticità strutturali, ma anche le problematiche relative alla sicurezza e all’esecuzione della pena. Il sovraffollamento supera il 139%. Alla base della richiesta avanzata dagli esponenti azzurri vi sono i dati forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
La popolazione carceraria - Al 30 giugno scorso i detenuti nelle carceri italiane hanno raggiunto quota 64.773 presenze. La densità all’interno degli istituti ha toccato il 139,5%. Secondo i deputati azzurri, questo scenario incide negativamente sulle modalità di espiazione della pena e rischia di porsi in diretto contrasto con la Costituzione. L’articolo 27 stabilisce, infatti, il principio della rieducazione del condannato e il senso di umanità delle pene. Inoltre, la condizione attuale diverge dalle direttive del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti. Ed espone l’Italia al rischio concreto di aprire procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea.
Sicurezza, aggressioni ed egemonia criminale tra le sbarre - Nella nota, gli esponenti di Forza Italia mettono in evidenza la stretta correlazione tra il sovraffollamento e le condizioni di vita e lavoro negli istituti.
L’impatto sul personale e i suicidi - Il degrado delle strutture e il sovraffollamento alimentano il fenomeno dei suicidi e tentati suicidi tra la popolazione detenuta. Fatti che si ripercuotono gravemente sullo stato di salute e di stress operativo degli agenti della polizia penitenziaria, costretti a lavorare sotto organico.
Le aggressioni agli agenti - I dati evidenziano un clima di costante tensione all’interno dei penitenziari, con 1.900 aggressioni subite dagli agenti nel corso del 2025.
La certezza della pena e la criminalità organizzata - Le difficoltà nel far rispettare la legge permettono spesso agli esponenti della criminalità organizzata di continuare a gestire affari e impartire ordini all’esterno. Ciò avviene tramite l’introduzione illegale di sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e droni.
Gli obiettivi dell’indagine parlamentare - L’indagine conoscitiva proposta alla Commissione Giustizia punta ad acquisire dati certi per intervenire su più fronti. Serve - affermano i deputati azzurri - monitorare lo stato di avanzamento dei programmi di edilizia carceraria. In più, verificare l’effettiva applicazione delle norme di sicurezza interne. Ancora, garantire il principio della certezza della pena. Infine, interrompere i contatti illegali tra gli esponenti delle organizzazioni criminali reclusi e il mondo esterno.










