di Ilaria Dioguardi
vita.it, 26 aprile 2026
Sono 63.940 le persone detenute in Italia, il 4,38% sono donne. Gli istituti di pena sono sovraffollati, in media, al 138%, un anno fa lo erano al 134%. Sono 25 i bambini in carcere con le loro madri. Sono alcuni dei dati del Report del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale. Sono 61.142 uomini e 2.798 donne (il 4,38%) gli adulti detenuti in Italia, per un totale di 63.940 persone, ad aprile 2025 erano 62.445. Il 68,53% (43.618) sono cittadini italiani, e il 31,47% (20.124 persone) sono stranieri, di questi la componente extracomunitaria è l’86,6%. Sono alcuni dei dati, estrapolati dagli applicativi messi a disposizione dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria-Dap, presenti nel Report analitico Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale, pubblicato dal Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale, aggiornato ad aprile 2026.
In 65 carceri il sovraffollamento è superiore al 150% - Un focus specifico del report è dedicato al tema del sovraffollamento, con un indice calcolato al 138% su base nazionale. Sono 51.264 i posti di capienza regolamentare e 46.331 i posti regolarmente disponibili (secondo i parametri della Corte europea dei diritti dell’uomo). Su un totale di 189 istituti censiti, quattro si trovano in condizioni di sovraffollamento critico (oltre il 200%): le case circondariali di Lucca, di Foggia, di Brescia “Canton Mombello” e di Lodi. In 61 carceri il tasso di occupazione è superiore al 150%. Gli istituti tra 100% e 150% sono 101, solo 23 strutture operano sotto la capienza regolamentare.
Solo in Valle d’Aosta le carceri non sono sovraffollate - Otto le regioni con un tasso di sovraffollamento superiore al 142%: la Puglia (175,19%), la Lombardia (157,66%), il Molise (157,48%), il Friuli-Venezia Giulia (155,43%), la Basilicata (154,39%), il Veneto (148,64%), il Lazio (143,66%), l’Emilia-Romagna (142,66%). Solo una regione presenta un indice inferiore al 100%: la Valle d’Aosta, con un affollamento dell’85,31%.
Da 134% a 138% in un anno - Il sovraffollamento è cresciuto, in quasi un anno, di quattro punti percentuale. A maggio 2025, a livello nazionale, l’indice di sovraffollamento era del 134,29% con 157 istituti con un indice superiore al consentito e 63 pari o superiore al 150%.
25 bambini nelle carceri - Il report analizza anche la situazione delle madri private della libertà personale con figli al seguito, che risultano essere 21, con 25 bambini che vivono in carcere con loro. Un dato significativo riguarda la componente straniera: 10 delle 21 madri (45,7%) e 12 dei 25 bambini (48%) non sono italiani. “È una delle situazioni più delicate del sistema penitenziario”, sottolinea il Report, “dove le esigenze di sicurezza si intrecciano con i diritti fondamentali dei minori”.
Più della metà della popolazione ha tra 25 e 44 anni - La fascia d’età compresa tra 25 e 44 anni concentra la quota più consistente della popolazione detenuta: 14.670 unità nella fascia 25-34 anni (22.9%) e 17.681 nella fascia 35-44 anni (27.7%), per un totale di oltre il 57% dell’intera popolazione carceraria. Tra i 45 e i 64 anni di età si colloca oltre il 37% della popolazione, mentre è over 65 il 5,3% delle persone detenute.
Oltre tre quarti dei ristretti ha una condanna definitiva - Per quanto riguarda le condanne, oltre tre quarti della popolazione detenuta in Italia (il 76,1%) ne sconta una definitiva o è in attesa di giudizio per altri procedimenti pur avendo già una condanna definitiva. La seconda categoria per numerosità è rappresentata dalle persone in attesa di primo giudizio: sono 9.118 (14,26%).
Quasi il 20% è in carcere per pene brevi - Rispetto alla durata della pena, il report segnala come le pene brevi (da 0 a tre anni) rappresentino il 19,29% del totale (9.387 persone), con una concentrazione maggiore nella fascia da due a tre anni. Le pene medie (da tre a 10 anni) sono invece la categoria più numerosa con il 53,84% del totale (26.199 persone). All’interno di questa fascia, le pene da cinque a 10 anni sono le più comuni. Le pene lunghe (oltre 10 anni) rappresentano il 22,97 % del totale, mentre l’ergastolo riguarda il 3,90% del totale (1.898 persone).
Alto turnover - Per quanto riguarda la “pena residua”, il tempo di condanna rimanente da scontare, i dati mostrano come oltre la metà delle persone private della libertà personale (51,11%) abbia una pena residua tra 0 e 3 anni. “Questo dato, unito a quello precedente, ossia di una forte concentrazione sempre nelle fasce da 0 a tre anni, indica un sistema penitenziario con un alto turnover, dove la maggior parte delle persone private della libertà personale sconta pene relativamente brevi”, continua il report. Quasi un terzo della popolazione presso gli istituti penitenziari è legittimato a chiedere misure alternative alla detenzione.
Quasi il 24% sono reati contro il patrimonio - In riferimento ai reati, si registrano un totale di 155.808 reati ascritti. Quelli contro il patrimonio rappresentano la categoria più numerosa con 36.864 (23,66% del totale), confermando la centralità di questa tipologia delittuosa nel sistema penitenziario italiano. I reati contro la persona interessano 29.108 persone detenute (18,68% del totale), con 9.435 stranieri (22,94% della categoria). I reati connessi alla legge droga coinvolgono 21.724 persone private della libertà personale (13,94% del totale).
16 suicidi dall’inizio dell’anno - Il dossier Morire di carcere di Ristretti Orizzonti (aggiornato al 19 aprile 2026) segnala 15 suicidi, nel 2026, tra le persone detenute, a cui bisogna aggiungere un uomo che si è tolto la vita ieri a Rebibbia, a Roma. Dall’inizio dell’anno, sono 51 i morti per “Altre cause”.











