di Guido Vitiello
Il Foglio, 29 aprile 2026
La prospettiva che decine di migliaia di nostri simili in gabbia vadano incontro a un’estate atroce ci interessa infinitamente meno dell’eventualità che una sola persona sia graziata per motivi umanitari su basi viziate. Emergenze ignorate e scandali mediatici. Testa o croce? Nel suo Punto sul Corriere della Sera, Gianluca Mercuri dice che in un paese un po’ più serio la notizia del giorno sarebbe la grande crisi energetica alle porte, e invece “siamo il paese di Nicole Minetti”. Nulla da eccepire sulla frivolezza del dibattito italiano. Ho semmai da ridire sul paragone disomogeneo - crisi energetica, grazia a Minetti. Ne suggerisco un altro: mentre noi chiacchieriamo sulla macchinazione transatlantica che avrebbe risparmiato a Minetti i servizi sociali, una nota del Dap ha deliberato che i pozzetti frigo non dovranno essere sistemati nei corridoi delle sezioni, e men che mai nelle celle. I detenuti potrebbero farne usi impropri. Per un bicchiere d’acqua fresca gli ospiti delle nostre carceri straripanti dovranno fare una domandina all’agente, e solo in orari definiti.
Per trovare la notizia con il dovuto risalto, però, bisogna leggere il manifesto o l’Unità, dove ne parla Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio. Gli altri giornali, Corriere in testa, sparano titoloni su Minetti. E lo stesso Mercuri si profonde in elogi ai cronisti del Fatto che hanno dettato la linea. Dunque, se ho capito bene, la prospettiva che decine di migliaia di nostri simili in gabbia vadano incontro a un’estate atroce ci interessa infinitamente meno dell’eventualità che una sola persona sia graziata per motivi umanitari su basi viziate. Siamo il paese di Nicole Minetti? Tutto sta a intendersi sulla formula, e a capire se ad annebbiarci, in questo caso, siano i postumi della sbornia berlusconiana o gli strascichi dell’ossessione antiberlusconiana con la sua coazione punitivo-carceraria. Testa o croce. Mentre scrivo, la moneta vortica nell’aria, e francamente non mi importa da che lato cadrà. Se l’inchiesta si rivelasse una patacca, però, mi permetto di dubitare che Mercuri o chi per lui (niente di personale) scriverà: con la crisi energetica in arrivo, siamo il paese che rincorre Travaglio. Saremo già passati al prossimo scandaletto estivo, di cui spettegoleremo con in mano una bibita fresca, noi che possiamo.











