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di Marco Carlotti

Il Foglio, 3 giugno 2024

“Il grado di civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”, diceva Voltaire. La situazione è complessa, da più punti di vista. Conoscere meglio la fotografia attuale delle carceri italiane, però, è utile per poter costruire ragionamenti più profondi o lungimiranti.

61.049 - Il numero di detenuti presenti negli istituti penitenziari. Il 31 per cento di questi non è cittadino italiano, mentre le carcerate rappresentano solo il 4,3 per cento del totale. Il tasso di affollamento reale, ossia la percentuale di persone detenute in più rispetto ai posti disponibili, è infine pari al 119 per cento.

721 - Il numero di detenuti sottoposto a regime di 41 bis, al 4 aprile, secondo i dati del Dap. La misura detentiva è stata più volte al centro di questioni di costituzionalità, poiché ritenuta degradante e disumana. Le obiezioni sono però sempre state respinte in ragione della particolare pericolosità dei detenuti a cui viene applicata.

30 - I suicidi accertati tra inizio gennaio e metà aprile di quest’anno. Il tasso di suicidi, la relazione tra il numero dei decessi e la media delle persone detenute nel corso dell’anno cresce sensibilmente di anno in anno. Nella popolazione carceraria, le donne sono maggiormente inclini a compiere il gesto. L’incidenza si attesta maggiormente anche tra le persone di origine straniera.

533 - I giovani reclusi negli istituti penali per minorenni. Un numero che sta rapidamente crescendo. Tra i reati maggiormente commessi spuntano rissa, violenza e rapina.

22 - I bambini che, tra Icam e sezioni nido di carceri ordinarie vivono dietro le sbarre con le proprie madri. Negli ultimi 30 anni, fino al 2019, la media di detenute madri è stata di circa 50 donne all’anno, poi dal 2020 si è ridotta della metà raggiungendo una media di 22 mamme e 27 bambini. Studi psicologici e ricerche empiriche confermano quanto l’ambiente carcerario sia inconciliabile con la crescita e lo sviluppo sano e naturale dell’infante. Motivo per cui l’ordinamento prevede la sospensione della pena, o gli arresti domiciliari, per le donne in stato di gravidanza o con bambini fino a un anno di età.