rainews.it, 17 settembre 2022
Sovraffollamento, strutture fatiscenti, suicidi e atti di autolesionismo. La proposta per invertire la rotta: depenalizzazione dei reati minori. Le carceri italiane nelle parole di chi le conosce bene: i garanti dei detenuti, che si ritrovano a convegno a Roma, confrontando esperienze che sono drammi.
Il sovraffollamento, i topi, le cimici da letto, gli atti di autolesionismo, la droga e le armi che come i telefonini, girano tra le celle. E a pochi giorni dalle elezioni, in un confronto pubblico, chiedono un intervento alla politica.
Per Stefania Ascari, del Movimento 5 stelle, è necessario intervenire sulle sezioni del 41 bis, il regime carcerario speciale, non abbastanza impermeabili all’esterno. “In 4 e mezzo - dice - ho visitato i 12 istituti di pena italiani che ospitano questo regime e solo uno, a Sassari, è a norma. E questo è molto grave”.
Per Riccardo Magi, presidente di +Europa, prioritario è un intervento nella politica sugli stupefacenti, in particolar modo sui cosiddetti reati di lieve entità, “che in 7 casi su 10 - spiega - portano in carcere, generando quel fenomeno delle porte girevoli che andrebbe limitato e non corrisponde a nessuna finalità della pena”.










