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umbriajournal.com, 27 dicembre 2024

L’Associazione Luca Coscioni ha formalmente richiesto alle 102 Aziende Sanitarie Locali (Asl) di fornire le relazioni relative alle ispezioni sanitarie effettuate nelle 189 carceri italiane. Questa richiesta segue le difficoltà riscontrate dalle Asl nell’adempiere al loro ruolo di monitoraggio delle condizioni di salute dei detenuti, previste dalla legge. La denuncia è diventata ancora più urgente dopo che i dati sul sovraffollamento delle carceri italiane hanno raggiunto numeri allarmanti. Al 9 dicembre 2024, le carceri italiane ospitano 62.283 detenuti, a fronte di una capienza di 51.165 posti. Tuttavia, 4.478 posti non sono disponibili, portando il tasso di affollamento a un 133,4%. Questo tasso, che durante l’estate era sceso sotto il 130%, evidenzia una situazione di grande difficoltà.

Nel mese di agosto 2024, di fronte al silenzio delle istituzioni, l’Associazione Coscioni ha intrapreso un’azione legale inviando una diffida alle Asl per sollecitarle a garantire i servizi socio-sanitari ea monitorare le condizioni delle carceri. Nella diffida, si specificava che la responsabilità per eventuali ritardi o inadempimenti nel fornire assistenza sanitaria ai custodi sarebbe ricaduta sul Direttore Generale delle Asl. Tuttavia, meno della metà delle Asl ha risposto, costringendo l’Associazione a fare richiesta di accesso agli atti per ottenere le relazioni delle visite effettuate.

Il portavoce dell’iniziativa, Marco Perduca, ha dichiarato che, nonostante la mancanza di riscontri, l’Associazione ha deciso di portare avanti la richiesta di accesso agli atti per conoscere i dettagli sulle ispezioni sanitarie effettuate nelle carceri italiane. Le richieste includono informazioni precise su quando e dove sono state effettuate le visite, cosa è stato visitato e quali anomalie sono state riscontrate. Inoltre, l’Associazione ha richiesto la divulgazione di eventuali linee guida utilizzate per condurre le ispezioni, specificando se queste siano state fatte a sorpresa o a campione, e se la visita sia stata accompagnata da garanti o altre figure istituzionali. Infine, sono state richieste informazioni sulle istituzioni destinatarie delle relazioni, come il Provveditorato Regionale delle Carceri, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministero della Giustizia e il Ministero della Salute, nonché eventuali risposte ricevute dalle autorità competenti.

Nel frattempo, per consentire a chiunque fosse a conoscenza di irregolarità all’interno delle carceri di segnalazione in modo sicuro e anonimo le problematiche, l’Associazione Coscioni ha promosso l’uso della piattaforma FreedomLeaks.org, un sito dedicato alla raccolta di denunce riguardanti la violazione dei diritti dei detenuti. Il sito consente di inviare informazioni riservate tramite un canale sicuro, garantito dalla piattaforma Globaleaks, utilizzando il browser TOR per proteggere l’anonimato dell’utente. Come spiegato da Andrea Andreoli, uno dei responsabili della piattaforma, FreedomLeaks è pensato per permettere a chiunque abbia accesso alle carceri-che siano parenti, volontari, assistenti sociali, educatori, o dipendenti delle Asl e delle amministrazioni penitenziarie-di denunciare in modo anonimo e sicuro le criticità riscontrate nel sistema carcerario italiano.

A detta di Marco Perduca, il problema del sovraffollamento carcerario è una delle principali cause delle condizioni di vita invivibili nelle prigioni italiane. Il sovraffollamento impedisce di fatto l’accesso a spazi sufficienti per ciascun detenuto, creando una situazione di grave disagio. Già nel 2013, la Corte Europea dei Diritti Umani aveva condannato l’Italia per la violazione dei diritti dei detenuti in relazione al sovraffollamento, con una sentenza nota come la sentenza Torreggiani, che stabiliva che la disponibilità di meno di tre metri quadrati di spazio per detenuto è da considerare un trattamento inumano e degradante, che può configurarsi come tortura.

La grave situazione carceraria ha portato l’Associazione Coscioni a sollecitare ulteriori interventi, ricordando che il rispetto delle normative internazionali sui diritti umani deve essere una priorità per le istituzioni italiane. L’Associazione ha continuato a denunciare la mancanza di volontà politica nel risolvere i problemi strutturali delle carceri italiane, tra cui la scarsità di risorse, il sovraffollamento e la carenza di personale sanitario. In particolare, la criticità del sistema sanitario penitenziario è aggravata dalla difficoltà di accesso alle cure mediche, dalla mancanza di specialisti e da condizioni igieniche precarie, che mettono a rischio la salute dei detenuti.

L’invito dell’Associazione Coscioni a denunciare in modo sicuro e anonimo si inserisce in una strategia di sensibilizzazione che mira a rendere il sistema penitenziario più trasparente e responsabile, permettendo a chi ha informazioni dirette di portarle all’attenzione pubblica senza temere ritorsioni. Il sito FreedomLeaks.org, con la sua infrastruttura sicura, si propone come uno strumento fondamentale per garantire che le segnalazioni giungano alle autorità competenti in maniera protetta e anonima.

Nonostante la difficoltà nel raggiungere risultati immediati, l’Associazione continua a battersi affinché le carceri italiane non siano solo luoghi di detenzione, ma anche ambienti dove i diritti umani e la dignità delle persone siano rispettati, come previsto dalle leggi italiane e internazionali. L’azione di denuncia e sensibilizzazione, purtroppo, appare necessaria, dato che le istituzioni italiane non sembrano essere in grado di risolvere da soli i gravi problemi che affliggono il sistema penitenziario.