di David Allegranti
lettera43.it, 21 marzo 2025
A questa maggioranza manettara l’emergenza non interessa per nulla. Nemmeno quella degli istituti minorili finiti al collasso dopo il Dl Caivano. L’unica idea per risolvere il loro sovraffollamento? Spostare i ragazzi ristretti nelle prigioni per adulti. E tanti saluti all’approccio educativo. Un disastro dopo l’altro. Ma ci sarà qualcosa sulle carceri - un obiettivo, un proposito, un auspicio - che questo governo riuscirà a portare a termine? Giovedì alla Camera la maggioranza ha fatto passare una mozione alla camomilla e ha bocciato due mozioni dell’opposizione durante un’assemblea straordinaria sullo stato di salute degli istituti penitenziari italiani. Di straordinario però qui c’è solo l’ignavia del Governo che aveva promesso un piano di edilizia carceraria scomparso nei meandri di via Arenula.
Si sa solo che dal 23 settembre 2024 c’è un commissario straordinario, Marco Doglio, che “dovrà provvedere alla realizzazione delle opere necessarie per far fronte alla grave situazione di sovraffollamento degli istituti penitenziari” e che “resterà in carica sino al 31 dicembre 2025 e potrà avvalersi, nello svolgimento del proprio compito, di una struttura di supporto composta da un massimo di cinque esperti”. Eppure, ha detto il vicesegretario dell’Anm Stefano Celli, a LaPresse, “il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a parte annunciare una serie di misure che non sono state mai applicate, a cominciare dalle nuove carceri, non ha fatto altro. L’ipotesi di costruire nuove carceri è un mito che serve solo a creare alibi per l’assoluta mancanza di iniziative di governo e maggioranza. Ma non è realizzabile perché il personale non c’è e i soldi non ci sono”.
Magnifico. Si dirà che la versione dell’Anm è parziale, perché i magistrati non vedono l’ora di cacciare due dita negli occhi alla maggioranza. Ma è vero che il governo non ha risultati da vantare sulle carceri. Un po’ perché non gliene importa molto - basta buttare via la chiave - un po’ perché le scelte fatte fin qui vanno nella direzione opposta di una concreta realizzazione del problema, che è sovrastrutturale. C’è il sovraffollamento, ma non solo. Ci sono i suicidi, ma non solo. C’è la mancanza di personale - polizia penitenziaria: mancano 18 mila agenti - ma non solo. C’è anche il sistema minorile al collasso dopo il Dl Caivano. Lo ha denunciato giovedì Antigone, l’associazione presieduta da Patrizio Gonnella: “Sovraffollamento, psicofarmaci, privatizzazione: la giustizia minorile è allo sbando. A ottobre 2022, momento in cui si insedia l’attuale governo, le carceri minorili ospitavano 392 persone, del tutto in linea con il dato immediatamente precedente la pandemia. Un anno dopo l’entrata in vigore del Dl Caivano, i ragazzi nelle carceri minorili erano 569. Oggi assistiamo a una situazione di sovraffollamento consolidata. La capienza di tutti gli Ipm è pari a 559 posti, ma i giovani presenti nelle carceri minorili al 9 marzo sono 623. Ciò equivale ad un tasso di sovraffolamento pari al 111,45 per cento (+ 7,92 per cento rispetto a marzo 2024)”. Le condizioni di detenzione all’interno della maggioranza degli istituti sono critiche; sono stati aggiunti materassi per terra negli Ipm di Torino, Milano e Bari. A Roma i ragazzi e le ragazze hanno trascorso tutto l’inverno senza riscaldamento, dice ancora Antigone, che aggiunge: “Anche il personale è allo stremo”.
Il ministero della Giustizia ha tuttavia trovato un curioso modo di risolvere la questione: esternalizzare la detenzione minorile al carcere per gli adulti, concentrando fino a 50 giovani adulti - provenienti da vari istituti - all’interno di una sezione detentiva della Casa circondariale di Bologna. I giovani ristretti saranno separati dagli adulti, ma “tutte le norme internazionali prescrivono che minori e adulti devono essere rigorosamente separati, se non si vuole costruire una fabbrica di delinquenti. L’approccio educativo che aveva caratterizzato il sistema della giustizia minorile italiano, un modello a livello europeo, è ormai superato. Fuorviante è inoltre la narrazione sul boom di omicidi commessi da minori; al contrario, rimangono pochi ed oscillano nel tempo (35 nel 2024, 25 nel 2023, ma erano 37 nel 2017)”. La voce che circola negli ambienti giudiziari è che il governo voglia rendere permanente a livello nazionale questo tipo di soluzione, che consente l’esternalizzazione dei giovani detenuti nel carcere dei grandi. Un disastro dopo l’altro con la complicità dei liberali del governo, che semplicemente nulla possono contro il manettarismo diffuso della coalizione di destra-centro.











