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di Osservatorio Regionale Campano sulle condizioni delle persone private della libertà personale

Ristretti Orizzonti, 12 luglio 2025

 L’Osservatorio Regionale campano sulle condizioni delle persone private della libertà personale chiede al Parlamento e al Governo di ascoltare e comprendere le parole del Presidente della Repubblica che ha definito il sistema carcerario “contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento nonché’ dalle condizioni strutturali inadeguate di molti istituti”. Il sovraffollamento medio ha, infatti, raggiunto il 130%, ma in moltissimi Istituti penitenziari, tra cui il carcere di Poggioreale, in cui i detenuti sono 2.164, il sovraffollamento reale supera il 160% e le parole del Presidente Mattarella sono inequivocabili: occorre intervenire immediatamente su questa condizione insostenibile.

Il Presidente inoltre afferma, nella sua funzione di garante della Costituzione, che lo spazio detentivo non può essere concepito unicamente come luogo di custodia ma deve includere ambienti destinati alla socialità, all’affettività e al trattamento. Oggi, purtroppo, il carcere è uno spazio dove non si respira nemmeno.

In quest’ estate infernale in carcere si muore di caldo (si muore letteralmente), non si respira e non si dorme, le ore di passeggio sono effettuate in orari caldissimi ed è molto difficile svolgere le attività nei tenimenti agricoli e nelle serre penitenziarie per cui si trascorre molto tempo in cella dove si vive (sopravvive) in modo indegno. Nell’attuale “insostenibile” condizione di sovraffollamento, infatti, molte persone sono costrette a dormire sulla terza branda a pochi centimetri dal soffitto rovente, in uno spazio angusto dove sono ammassate cose e persone.

In questa situazione, la detenzione diventa tortura. Le carceri, oggi, sono evidentemente fuori legge e sono pertanto indifferibili i provvedimenti idonei a sfollarle immediatamente, soprattutto prima dell’inizio delle ferie che, come ogni anno, aumentano il senso di abbandono e di isolamento dei detenuti. Questi ultimi avranno, finanche, meno personale a cui chiedere aiuto e prima che intervenga la Corte Europea dei diritti dell’Uomo questa vergogna italiana rischia di diventare inesorabilmente irrecuperabile. In tale situazione “insostenibile”, infatti, il silenzio e l’indifferenza della politica sono profondamente vergognosi.

L’osservatorio chiede che vengano subito adottate misure idonee a ridurre la popolazione detentiva, un provvedimento che possa almeno determinare la scarcerazione di chi deve espiare una pena inferiore ai 12 mesi e non sia stato condannato per reati c.d. ostativi e che venga subito rimessa in discussione la proposta di legge del deputato Giacchetti sulla liberazione anticipata speciale, una misura simile a quella già adottata all’indomani della c.d. Sentenza Torregiani.

Questo agognato intervento ripristinatorio della legalità consentirebbe di anticipare la scarcerazione di chi ha partecipato all’opera di rieducazione negli ultimi 5 anni, attraverso uno sconto di pena più ampio di quello previsto dall’art. 54 dell’ordinamento penitenziario. L’auspicato provvedimento determinerebbe un sensibile sfollamento che traduce il dettato costituzionale secondo le coordinate del rispetto dell’umanità del detenuto custodito dallo Stato nell’espiazione della pena. La nostra richiesta nasce dall’osservazione costante e quotidiana delle carceri, unico percorso oltre ogni ragionevole dubbio che fotografa la realtà troppo spesso ignorata. La proposta è formulata nell’interesse non solo della popolazione detenuta, ma anche del Paese che, crediamo, voglia annoverarsi ancora tra i consessi civili che non praticano tortura e che misurano la potestà punitiva dello Stato non con il metro della sofferenza inflitta.