di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 14 agosto 2023
Le prime mosse del piano anti-sovraffollamento, si cercano spazi tra 1.500 ex strutture dell’esercito. Potranno ospitare chi sconta pene sotto i tre anni. Troppi detenuti. Il dramma dei suicidi in carcere si potrebbe alleviare curando il primo dei mali: quello del sovraffollamento. Il ministro Nordio ha parlato di caserme dismesse da riconvertire. Un patrimonio che è di 1.500 strutture, secondo la quantificazione del Demanio che ne ha la custodia. Non tutte però sono utilizzabili allo scopo. E neppure tutte servirebbero: sono infatti circa novemila i detenuti condannati a pene brevissime, inferiori ai 3 anni, che potrebbero usufruire del trasferimento previsto dal piano del Guardasigilli, sostiene il garante dei detenuti Mauro Palma.
Il ministero procederà a breve a una serie di sopralluoghi con le sue articolazioni regionali per individuare le strutture adatte in base alle esigenze territoriali e al tipo di caserme e depositi disponibili: nel mirino quelle in condizioni migliori, perché dismesse da meno di cinque anni, o con caratteristiche compatibili con quelle detentive.
L’associazione Antigone ha diffuso gli ultimi dati sui suicidi in carcere a inizio agosto. Nel 2023 si conferma l’andamento del 2022, che aveva destato allarme con 85 detenuti che si erano tolti la vita, il numero più alto dal 1990. Sedici le vittime del solo mese di agosto dell’anno scorso. Anche la fotografia dei primi otto mesi del 2023 testimonia l’aggravarsi del disagio durante la stagione estiva. In 47 si sono tolti la vita da gennaio, 15 da giugno. L’incidenza di 15,2 suicidi ogni 10 mila detenuti è di 20 volte più alta rispetto alla popolazione generale. Le condizioni imposte dal sovraffollamento - patologia cronica quest’anno misurata in un tasso del 112,6% con picchi del 144% in Puglia - sono particolarmente gravose quando le temperature si impennano.
Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe ricorda che a star male in carcere non sono soltanto i detenuti ma anche gli agenti, il cui rapporto rispetto ai sorvegliati è in costante diminuzione: se l’anno scorso ce n’era uno per 1,7 detenuti, quest’anno si è passati a 1,8. Ieri a Sollicciano, Firenze, uno di loro è stato aggredito a pugni da un detenuto. E le conseguenze potevano essere più gravi: quando è stato fermato, l’aggressore aveva estratto dalla bocca una lametta. I suicidi, poi, si contano anche tra la polizia penitenziaria: uno quest’anno, 4 nel 2022 e ben 11 nel 2019.
L’ipotesi di una collocazione di detenuti che non si siano macchiati di reati gravi nelle caserme dismesse riconvertite è accolta con un rilievo dal garante dei detenuti. “In carcere per condanne sotto l’anno ci sono 1.582 persone - dice Palma -, 2.855 scontano pene tra uno e due anni, 4.511 tra due e tre anni. La loro presenza in carcere si definisce improduttiva, non sufficientemente lunga per approntare un piano di reintegrazione sociale. Ma vanno identificate con accuratezza le strutture di accoglienza alternative perché siano anche di supporto ai detenuti”. La riconversione di caserme in carceri è inoltre considerata dagli addetti ai lavori un’operazione dai tempi non brevi.










