di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera - Buone Notizie, 12 maggio 2026
Nasce il “Movimento italiano diritti detenuti”: intelligenza artificiale anche per fine pena e lavoro esterno. Atenei e non profit. L’associazione fondata da Giulia Troncatti, il Comitato scientifico con Statale e Cattolica. L’intelligenza artificiale al servizio dei diritti umani di chi è in galera. Per scrivere istanze, calcolare cumuli di pena, magari non perdere possibilità di lavoro: via maestra di reinserimento per il singolo, di sicurezza per tutti. Specie pensando a quanti - sempre di più - non hanno soldi per pagarsi un avvocato attento a queste cose visto che quello d’ufficio, fatto il processo, di rado se ne occupa.
Questi alcuni tra gli obiettivi più tecnicamente rivoluzionari con cui - affiancato da un Comitato scientifico con esperti delle Università Statale e Cattolica di Milano, dell’associazione Nessuno tocchi Caino, del John Jay College of criminal justice di New York - nasce il “Movimento italiano diritti detenuti”, associazione non profit fondata da Giulia Troncatti che dal 2021 è tutor universitaria per il Progetto Carcere della stessa Università Statale milanese.
“Due - spiega - i punti qualificanti dell’iniziativa. Il primo riguarda la sensibilizzazione sul tema carcere e la volontà di divulgare la conoscenza di un universo di cui normalmente si occupano solo gli addetti ai lavori. Il secondo è la tecnologia. E in modo specifico l’utilizzo dell’AI per aiutare le persone detenute non a conquistare privilegi ma a tradurre in pratica diritti previsti dalla legge ma spesso lasciati sulla carta”.
A partire - strano ma è così - dal calcolo esatto di quando una pena finisce: sommatoria che soprattutto in caso di più condanne sovrapposte non è automatica e va espressamente richiesta. Così come il calcolo di quando puoi avere accesso al lavoro esterno o a benefici di altro tipo: se hai un avvocato bravo che ti segue e lo paghi ci pensa lui, ma se non hai né lui né un soldo?
Bene, lo strumento già funzionante online su questo fronte e che il Movimento promuove da tempo si chiama finepena.it. In pratica è un calcolatore istruito con l’intelligenza artificiale per le finalità di cui sopra, inserisci i dati delle tue sentenze e ti vengono fuori i termini della tua pena o quelli per chiedere un articolo 21 (lavoro esterno), semilibertà, liberazione anticipata, accesso ai benefici possibili. Il tutto promosso assieme all’estensione di un altro strumento che sono le “cliniche legali”, in collaborazione con le facoltà di legge di varie università che offrono consulenze gratuite a chi si trova dentro senza i mezzi pere pagarsele.
Ma non è finita. Proprio da oggi infatti, 12 maggio, il Movimento attiverà un ulteriore sito denominato dirittidetenuti.it che attraverso l’AI potrà generare istanze specifiche di riduzione della pena o anche di risarcimento per “detenzione disumana” sulla scia della storica sentenza Torregiani con cui nel 2013 la Corte europea dei diritti umano condannò l’Italia per il sovraffollamento delle sue carceri: dopo quello schiaffo le cose migliorarono per un po’, oggi siamo punto a capo. La direzione del Movimento è di Andrea Noia, nel Comitato scientifico Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, il prorettore della Statale Stefano Simonetta, Alessandra Augelli dell’Università Cattolica, Sergio Grossi del John Jay College of Criminal da cui proviene anche la presidente onoraria Baz Dreisinger, fondatrice di Incarceration Nations Network. Il progetto è supportato da Fondazione Laura e Alberto Genovese Ets.











