di David Allegranti
La Nazione, 19 ottobre 2025
Secondo i calcoli di Ristretti Orizzonti sono 192 i detenuti morti in prigione nel 2025. Non ha senso parlare di emergenza, perché quello che doveva emergere è già emerso. Le carceri sono di nuovo sparite dal dibattito pubblico. Eppure nelle prigioni italiane si continua a morire, non solo perché ci si suicida. Secondo i calcoli di Ristretti Orizzonti sono 192 i detenuti morti in prigione nel 2025. Non ha senso parlare di emergenza, perché quello che doveva emergere è già emerso. A Sollicciano. A San Vittore. A Regina Coeli, dove pochi giorni fa è crollato un pezzo della seconda rotonda del carcere e una parte dei detenuti sfollati è stata spedita in Sardegna. Come un pacco postale.
“Per fortuna non si è fatto male nessuno. Il crollo della volta della seconda rotonda di Regina Coeli mi sembra una metafora delle condizioni del nostro sistema penitenziario”, ha detto il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa. “È importante che, con i vigili del fuoco, ci sia andato anche il capo dell’amministrazione penitenziaria, per rendersi conto di persona di cosa si tratti. Non abbiamo quasi neanche più la voce per dirlo: così non si può andare avanti”.
Secondo l’Unione Sarda, sono 103 i detenuti trasferiti in Sardegna dopo il crollo a Regina Coeli. Ma la soluzione “tampone” è già stata contestata, riferisce il quotidiano sardo. Roberto Melis, segretario della confederazione dei sindacati penitenziari, Consipe, dice che “secondo segnalazioni interne” molti dei trasferiti non sarebbero provenienti dal settore realmente compromesso dal crollo, bensì da altri rami del carcere, sollevando dubbi sulla correttezza dei criteri adottati. “In piena emergenza, si sarebbe dunque trovato il tempo per selezionare e inviare in Sardegna i soggetti più problematici, trattenendo invece quelli più gestibili”. Ma i problemi sovrastrutturali sono ovunque.
Di Sollicciano ci siamo occupati a lungo su questo giornale. Ma che dire di San Vittore? Il vice presidente dei senatori del Pd Franco Mirabelli, primo firmatario di una interrogazione al Ministro della Giustizia Nordio, dice che la situazione che emerge nel carcere milanese “appare sempre più drammatica e quanto mai fuori controllo perdurando, ormai da molti anni, una quanto mai complicata condizione di sovraffollamento, dal momento in cui si registra un numero di detenuti che rappresenta il doppio di quello sostenibile dalla sua capienza normale”.
Nei giorni scorsi ci sono state due vittime tra i detenuti, mentre altri tre sono stati ricoverati, presumibilmente per via dell’assunzione di sostanze stupefacenti “o a causa di un’intossicazione, in fase di accertamento. Fatto ancora più grave, ancora oggi perdura l’assenza di una direzione stabile dal momento in cui deve ancora insediarsi la direttrice nominata mesi fa dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”. C’è poi la questione della giustizia minorile. Secondo le ultime rilevazioni diffuse dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia, in tutta Italia alla data del 30 settembre risultavano 16.534 minorenni o giovani adulti complessivamente in carico agli uffici territoriali: rispetto all’inizio dell’anno si è verificato un incremento di 1.566 unità, corrispondente a un tasso del 10,5%.











