sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Elisabetta Soglio

Corriere della Sera, 19 aprile 2025

Un “emendamento trasversale che riconosca a tutti i detenuti un anno di riduzione della pena”. È questo l’appello dell’associazione Nessuno tocchi Caino rivolto a “tutti i parlamentari” dopo la visita di papa Francesco nel carcere romano di Regina Coeli: “Un atto di clemenza nell’anno del Giubileo”, scrivono, di fronte al dramma del sovraffollamento. Già 25 i suicidi nel 2025. Papa Francesco lo aveva ripetuto ai giornalisti giovedì 17 aprile appena fuori dal carcere romano di Regina Coeli, forse la sua visita più impegnativa tra quelle affrontate dall’inizio della convalescenza post-ricovero: “Ogni volta che entro in un posto come questo mi domando perché loro e non io”.

E poche ore più tardi, citando esplicitamente l’invocazione di Bergoglio sul tema delle carceri in apertura dell’anno giubilare, l’associazione Nessuno tocchi Caino rivolge un appello a tutto il Parlamento per un “atto di clemenza nei confronti di tutti i detenuti nell’anno del Giubileo”.

“Gentili onorevoli - si legge nel testo - conoscendo la vostra sensibilità e influenza ci rivolgiamo a voi per chiedervi una iniziativa concreta e urgente che possa accogliere le parole e i gesti potenti del Santo Padre in apertura dell’anno giubilare e in occasione del giovedì santo, e non lasciare cadere il suo appello accorato alla Politica, che al di là di ogni valutazione di tipo organizzativo, numerico, attiene alla carità cristiana e al potere e al valore dei gesti”. L’attenzione verso le persone detenute da parte del Papa è sempre stata molto intensa, fin dall’inizio del suo pontificato. E lo ha ricordato lui stesso l’altro giorno a Regina Coeli: “A me piace fare tutti gli anni quello che ha fatto Gesù il Giovedì Santo: la lavanda dei piedi, in carcere. Quest’anno non posso farlo, ma posso e voglio essere vicino a voi. Prego per voi e per le vostre famiglia”, ha detto prima di salutare individualmente ciascuno dei circa settanta detenuti presenti. E le parole con cui a dicembre aveva aperto a Rebibbia la prima porta santa giubilare mai spalancata all’interno di un carcere erano stata ancora più forti: “Oggi questo carcere è diventato una basilica”.

 I firmatari dell’appello di Nessuno tocchi Caino - anticipato in una nota da Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti e Roberto Rampi - lo hanno citato in modo chiaro ai parlamentari cui l’appello è rivolto: “In occasione della Santa Pasqua di resurrezione, segno supremo del messaggio di redenzione possibile per tutti e per ciascuno, facendo tesoro delle parole di Cristo al ladrone in croce, vi chiediamo di proporre insieme e trasversalmente un gesto giubilare di clemenza, di inserire nel primo provvedimento utile un emendamento trasversale che riconosca a tutti i detenuti un anno di riduzione della pena, così che l’anno giubilare che ha visto il gesto profetico di trasformare il carcere in Basilica, come ribadito dal Pontefice, possa essere un anno di grazia, di perdono, di redenzione”.