di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 9 dicembre 2020
Tanti, soprattutto fra i giovani, si sono rimboccati le maniche e si danno da fare per gli altri. I volontari oggi in Italia ammontano a 5 milioni. una cifra straordinaria. Ho fatto un sogno. Ho sognato che gli italiani si svegliavano diversi, consapevoli e orgogliosi della bellezza e della creatività del loro paese, che decidevano di smetterla con le risse, le accuse, gli odi e gli insulti. Ho sognato che lasciavano morire di stenti i furbetti del tornaconto personale e decidevano di riferirsi alla bella e limpida Costituzione; si rimboccavano le maniche per lavorare insieme, con spirito comunitario, per il bene per paese e per il futuro dei figli.
Un sogno irreale, diranno alcuni, soprattutto quelli che ce l'hanno con tutto e con tutti e sbandierano la propria opinione come se fosse il Verbo, dando per scontato che tutto il resto fa schifo. Quelli che non credono a nulla e si divertono a sputare sulle Istituzioni per amore della libertà di critica. Ma siamo sicuri che la libertà di critica non sia semplicemente libertà di egoismo?
La responsabilità, unico antidoto all'egoismo cieco e pretenzioso, non è legata a filo doppio con la consapevolezza delle conseguenze che causano le proprie azioni? Il che comporta un pensiero, questo sì libero, un pensiero che riesce a uscire dalla perversa abitudine di identificare la propria opinione con la Verità universale.
A questo punto io direi che se i giovani se ne vanno all'estero non è soltanto per ragioni di lavoro, ma perché in altri Paesi si sentono coinvolti da una immaginazione costruttiva e da una fiducia nei talenti e nelle innovazioni, mentre a casa trovano soprattutto annunciatori di sciagure, denigratori di tutte le istituzioni, e invettive contro ogni nuova utopia.
Insomma sembra che siamo presi da una specie di euforia mortuaria e autodistruttiva che spegne ogni entusiasmo, ogni volontà di affrontare con coraggio e passione il futuro collettivo.
Eppure ci sono tanti, soprattutto fra i giovani, che si sono in effetti rimboccate le maniche e si danno da fare per aiutare i più deboli, i più disperati. Parlo dei volontari che oggi in Italia ammontano a cinque milioni. Una cifra davvero straordinaria. Ma non se ne parla. E che dire di coloro, sempre soprattutto fra i giovani, che stanno puntando a proprie spese su una produttività diversa, che tenga conto delle scoperte scientifiche e tecnologiche; ragazzi che tornano a coltivare la terra con rispetto verso l'equilibrio ecologico, con attenzione nuova verso l'ambiente, rifiutando le grandi coltivazioni basate sull'uso famigerato della chimica?
Un mondo civile e purtroppo invisibile, eccetto qualche rara presenza su Rai3, canale poco frequentato e poco visibile in molte zone montagnose. Ma non costituiscono un valore esemplare a cui riferirsi quando si parla delle qualità preziose e gratificanti del Paese. Perché tanto nichilismo? Un poco più di orgoglio e di passione, cari connazionali, per tirare fuori la nostra amata Italia, piena di risorse eccellenti, dalla stagnazione della immaginazione produttiva.











