Il Mattino, 2 aprile 2025
Nel Casertano spazio a un progetto di inclusione sociale e lavorativa. Le colombe artigianali e i prodotti dolciari, realizzati dai detenuti della casa di reclusione di Carinola sono il segno tangibile di inclusione e riscatto sociale. Nella sala Caduti di Nassiriya del consiglio regionale ieri la presentazione dei prodotti realizzati nell’ambito del progetto “I FaRinati” promosso dall’associazione Generazione Libera. Una iniziativa voluta dal Garante Samuele Ciambriello e dal presidente del consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero.
“Nell’ambito del progetto i FaRinati nella casa di reclusione di Carinola realizziamo prodotti di pasticceria, rosticceria e grandi lievitati e vede impiegate al momento quattro persone. I prodotti vengono venduti sia all’interno del carcere dove i detenuti hanno tutti i giorni la possibilità di acquisire prodotti freschi, sia all’esterno”, spiega Rosario Laudato, presidente dell’associazione Generazione Libera. Per Ciambriello si tratta davvero di “occasioni di rinascita”. Generazione Libera è una delle comunità che accoglie sei detenuti senza fissa dimora. “Oggi è una occasione - sottolinea Ciambriello - anche per liberarci dall’indifferenza facendo vedere un volto profondamente umano di un carcere”.
All’evento anche il direttore della casa di reclusione Novelli di Carinola, Carlo Brunetti: “Siamo riusciti a realizzare, all’interno della struttura, un laboratorio di prodotti da forno che abbiamo poi affidato all’associazione Generazione Libera. Da due detenuti impiegati originariamente siamo arrivati a cinque e le attività dell’associazione stanno aumentando esponenzialmente”. Il presidente del Consiglio regionale Oliviero ha elogiato il lavoro svolto nella casa di reclusione di Carinola, sottolineando che il Consiglio regionale “è estremamente attento” a queste attività che “devono essere meglio conosciute”. “Questo tipo di sperimentazione in atto a Carinola, magari, può essere allargata anche ad altri penitenziari che possono essere attratti da una possibilità non solo di inclusione, ma anche di vera e propria occupazione”. L’evento che ha visto anche la presenza di due dei detenuti impegnati nel progetto e del Garante dei detenuti della Regione Piemonte Bruno Mellano, si è conclusa con un assaggio dei prodotti dolciari.











