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di Walter Medolla

Corriere del Mezzogiorno, 4 febbraio 2025

Sono letteralmente quaranta braccia prestate all’agricoltura. E sono quelle dei venti detenuti del carcere di Carinola coinvolti nel progetto “Crea”, acronimo di “Coltivare responsabilità e alternative in agricoltura”. L’iniziativa promossa è dal Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria per la Campania, in collaborazione con le cooperative sociali Terra Felix, La Strada, L’uomo il legno, oltre alle aziende agricole Naturiamo e Rusciano col supporto della Federazione provinciale di Coldiretti Caserta e finanziato da Cassa delle Ammende. Il progetto, avviato già da alcuni mesi nell’Istituto penitenziario in provincia di Caserta, prevede la coltivazione di oltre sette ettari in campo aperto dell’Istituto e la trasformazione dei prodotti nel laboratorio attivo presso la casa di reclusione di Carinola.

“Già quattro di loro sono stati formati e assunti - spiega la provveditrice regionale Lucia Castellano - in un progetto più ampio che sosteniamo per creare occasioni lavorative reali per i detenuti. Abbiamo l’obbiettivo di far nascere una vera e propria filiera sfruttando i sette ettari del carcere, dove produciamo verdure di stagione, e poi c’è una serra per i funghi. I prodotti vengono venduti all’interno, alla polizia penitenziaria e agli stessi detenuti, promuovendo una sorta di chilometro zero reale”. A Carinola sotto la supervisione del direttore Carlo Brunetti e degli agenti della penitenziaria sono già attivi altri progetti di inclusione.

“Ci muoviamo a livello provinciale - prosegue Castellano - facendo rete con tutti gli Istituti, la società civile e gli imprenditori del territorio”. Per i detenuti l’occasione è importante; vengono formati, impiegati e assunti dalle cooperative coinvolte. “È soprattutto un modo per continuare a sperare - spiega Francesco Pascale della coop Terra Felix - e per chi è coinvolto rappresenta una reale possibilità di reinserimento e riscatto. All’interno del carcere sono tutti collocati in una zona apposita, il condominio 21, dove vivono assieme. Si lavora con entusiasmo a prodotti biologici, impiegando metodi innovativi e sostenibili. Grazie a questa iniziativa i detenuti hanno la possibilità di coltivare prodotti con certificazione biologica nel tenimento agricolo annesso al carcere, utilizzando pratiche di agricoltura sostenibile”.

Un esempio di queste pratiche è l’uso del telo pacciamante in mater-bi, fornito da Novamont Agro, che contribuisce a rendere le coltivazioni più ecologiche e rispettose dell’ambiente. Il progetto Crea rappresenta una straordinaria iniziativa di agricoltura alternativa che va oltre la semplice coltivazione di prodotti. È un percorso di responsabilità e cambiamento che offre ai detenuti un’opportunità reale.