di Liana Milella
La Repubblica, 11 giugno 2021
La ministra della Giustizia sulla scarcerazione di Brusca: "Non sono insensibile al dolore dei familiari". La libertà condizionale ai mafiosi ergastolani andrebbe concessa solo "in specifiche condizioni e con specifiche procedure", anche prevedendo una serie "di prescrizioni" e controlli rigorosi, all'esito di una catena decisionale in cui "avranno il loro ruolo i procuratori che hanno condotto le indagini e la Direzione nazionale antimafia".
Ecco l'idea che la ministra della Giustizia Marta Cartabia affida alla Commissione parlamentare Antimafia - e ovviamente attraverso l'organo bicamerale al Parlamento che dovrà legiferare - nel corso dei suoi sessanta serrati minuti di audizione, a Palazzo San Macuto. Numerosi i temi affrontati (nonostante il tempo contingentato per il question/time ad attenderla alla Camera), appunti che si snodano per sei capitoli, e più citazioni per il presidente Sergio Mattarella e il giudice Giovanni Falcone.
Nei sei capitoli, oltre al fenomeno mafioso e alla dimensione internazionale del contrasto alle mafie (a proposito della quale Cartabia ha ricordato anche il recente accordo firmato tra Eppo, la neo-costituita Procura europea, e la nostra Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, siglato il 24 maggio scorso "per rendere più efficace l'attività di contrasto"), la ministra ha toccato anche il tema degli interventi nel settore agroalimentare; le misure contro la corruzione; le riforme del processo penale e le misure di prevenzione con l'aggressione ai patrimoni illeciti.
La ministra premette "l'alta vigilanza" già attivata dall'Italia, che resta "all'avanguardia nel contrasto alla criminalità organizzata", sul "rischio infiltrazioni delle mafie nei fondi del Recovery Plan". Ammonisce con chiarezza: "La criminalità organizzata è attratta dalle facili sorgenti di ricchezza e denaro. Ma non possiamo permetterci che i fondi del Recovery Plan" finiscano in mani sbagliate, "che quei processi siano inquinati da fenomeni illeciti".
Poi, sul fronte divisivo della sentenza Cedu che ha riguardato l'ergastolo ostativo, e che ha spinto di recente la Consulta ad annunciare la conseguente e analoga pronuncia se nel corso di un anno le Camere non riuscissero a produrre le norme adeguate, la ministra lancia la sua esortazione al Parlamento."Credo che questa volta il Parlamento non dovrebbe mancare l'occasione di cogliere l'invito della Corte. Per scrivere nuove norme che tengano però in considerazione la peculiarità del fenomeno mafioso e della criminalità organizzata", puntualizza Cartabia. Che poi rimarca la necessità di conservare la distinzione tra condannati per mafia e altri, per la "intrinseca pericolosità sociale" cui la stessa Corte costituzionale fa riferimento.
Quindi, per la titolare della Giustizia, sarebbe naturale prevedere l'eventuale concessione della libertà condizionale, "a titolo esemplificativo - specifica - con specifiche procedure e in specifiche condizioni". Mentre, chiarisce sull'altro livello della scelta, è chiaro che "sebbene sia il giudice di sorveglianza colui che appone l'ultima firma", il processo decisionale coinvolgerebbe come da norma "sia i procuratori che si sono occupati delle indagini, sia i riferimenti della Direzione nazionale antimafia".
Cartabia si sofferma poi sulla vicenda della recente scarcerazione del capomafia, e super killer Giovanni Brusca. "Comprensione e solidarietà " con le famiglie delle vittime innocenti delle mafie", ma "la norma sul contributo fornito dai collaboratori di giustizia va preservata", sottolinea la ministra. Che si dice "consapevole" di quanto sia difficile pronunciarsi in termini solo tecnico-giuridici. "Non sono insensibile al dolore dei familiari delle vittime per la scarcerazione di Giovanni Brusca - sottolinea ancora - e anche per la tragica vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo". Ma il contributo dei cosiddetti pentiti, argomenta Cartabia, " si è storicamente rivelato assai rilevante. E naturalmente si può valorizzare solo se inserito in un robusto quadro probatorio. La collaborazione di Buscetta, ad esempio, pare fosse corredata da 3600 riscontri".











