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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 19 maggio 2022

La sperimentazione delle bodycam in carcere partirà appena sarà dato il via dal garante della privacy. Lo ha detto la ministra della giustizia Marta Cartabia al question time della Camera. Presto, dunque, partirà la sperimentazione in Lazio e successivamente in Campania per estendersi poi a tutto il territorio nazionale.

“All’esito della risposta del Garante potrà concretamente essere avviata la sperimentazione per 6 mesi, in due regioni, Lazio e Campania”, ha illustrato la ministra, aggiungendo che “Il Dap si è già attivato per dotare i provveditorati di tutte le strumentazioni”. La Guardasigilli ha sottolineato le “opportunità offerte dalla tecnologia per la sicurezza in carcere, un’esigenza particolarmente urgente”. La guardasigilli rileva che per l’installazione a tappeto di videosorveglianza fissa ha già assicurato l’intera copertura finanziaria, mentre sulle bodycam, strumento che può rafforzare la tutela dell’ordine e della sicurezza, dopo il piano di alcuni anni fa mai entrato a regime, vi è ora il nuovo progetto di cui si attende la sperimentazione.

Come riportato da Il Dubbio il Dap, ad ottobre dell’anno scorso, ha deciso di riprendere l’iniziativa, abbandonata per problemi di natura tecnica nel 2018, dell’introduzione dei dispositivi body cam, ovvero le telecamere mobili a disposizione degli agenti penitenziari utilizzabili per gli eventi critici. Parliamo della risposta da parte del ministero alla lettera del garante nazionale delle persone private della libertà, in merito alle perquisizioni generali ordinarie e straordinarie e alla dotazione di difesa prevista per gli operatori in tali circostanze. La ministra, in risposta al Garante, aveva reso noto che la competente Direzione generale del personale e delle risorse, già nel dicembre del 2020 ha avviato un censimento dei sistemi di video sorveglianza all’interno delle carceri, chiedendo ai Provveditorati regionali di indicare, per ciascun istituto penitenziario, l’esistenza e lo stato di funzionamento degli impianti, nonché di specificare l’entità dei fondi da stanziare in loro favore.

Per quanto concerne i dispositivi body cam (Il Dubbio ne ha parlato a più riprese), il ministero aveva rivelato che il progetto iniziale di video sorveglianza in mobilità in uso al personale della Polizia penitenziaria (sistemi Scout ed Explor), risalente ormai negli anni, non è andato a regime per questioni di natura tecnica. Per questo motivo, il Dap ha deciso - già nel corso del 2020 - di riavviare l’iniziativa. Ora, per la sperimentazione, si attende il via da parte del garante della privacy.

Intanto oggi dalle 17.30 si svolgerà l’Agorà “Carcere, sistema penitenziario ed esecuzione della pena. Quale riforma?”. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del vicesegretario del Pd Peppe Provenzano della responsabile Giustizia del Partito Democratico, Anna Rossomando, dei parlamentari Pd Alfredo Bazoli, Monica Cirinnà, Andrea Giorgis, Franco Mirabelli, Walter Verini, del Garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma, del Direttore Generale per l’Esecuzione Penale Esterna e di messa alla prova del ministero della Giustizia Lucia Castellano, del costituzionalista Marco Ruotolo (già presidente della Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario istituita dalla ministra Cartabia), e del garante delle persone private della libertà per le Regioni Lazio e Umbria e Portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali Stefano Anastasia. Per le Agorà democratiche è il secondo incontro tematico sulle carceri dopo quello di Torino, che a marzo ha generato un confronto con le esperienze dei Garanti, di rappresentanti delle associazioni per la tutela dei diritti umani e del volontariato penitenziario, operatori di giustizia e amministratori locali. Il focus di oggi è sulle proposte di riforma dell’ordinamento penitenziario per introdurre misure innovative che incidano concretamente sulla piena attuazione della funzione rieducativa del carcere e sul miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di detenuti e operatori, affrontato anche il tema della custodia cautelare.