di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 16 marzo 2021
Linee programmatiche. L'idea del ministro di rivedere il lodo Conte 2 sulla prescrizione: "Altri strumenti per evitare tempi processuali eccessivi". Sul civile "valorizzare la mediazione". Si presenta puntuale alle 15 Marta Cartabia davanti alla commissione Giustizia della Camera.
Se ne va dopo quattro ore in cui ha presentato le linee programmatiche della sua amministrazione della Giustizia. Nel merito della giustizia civile, la ministra valorizza il ricorso alla giustizia "alternativa", con particolare riferimento alla mediazione, dove l'attenzione, a suo giudizio, va messa soprattutto sulla mediazione (che il suo predecessore Alfonso Bonafede voleva invece limitare, almeno in parte) e, in particolare su 3 aspetti, meritevoli, dice la ministra, di un intervento normativo: l'estensione degli ambiti di applicazione, il rafforzamento di incentivi sia economici sia processuali, la valorizzazione della mediazione delegata, facendo entrare il lavoro del giudice in questo contesto tra gli elementi di considerazione per le progressioni di professionalità.
Sul processo, attenzione, ammonisce Cartabia, a disfarsi con leggerezza del rito sommario di cognizione, che ha dato buona prova, mentre va ripensata la disciplina dei "filtri" sulle impugnazioni, anche per consentire un recupero di efficienza della Cassazione, afflitta da un numero di ricorsi senza paragoni con i suoi equivalenti europei. Nel penale, la ministra dichiara la volontà di valorizzare i riti alternativi, senza svalutare il dibattimento e con una cura particolare per una più compiuta attuazione della Direttiva sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali.
"Resto peraltro convinta - ha poi sostenuto - che una riforma del processo penale deve pure poggiare su meditati interventi di deflazione sostanziale, cui può giungersi, tra l'altro, intervenendo sui meccanismi di procedibilità, incrementando il rilievo delle condotte riparatorie ed ampliando l'operatività di istituti che si sono rilevati nella prassi particolarmente effettivi, come la sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato e la non punibilità per particolare tenuità del fatto".
Spazio alla giustizia riparativa poi, la cui introduzione in maniera strutturata, Cartabia considera ormai matura, mentre sul tema più divisivo nella maggioranza, la prescrizione, la ministra fa capire che il cosiddetto lodo "Conte bis", con la sua distinzione tra condannati e assolti, contenuto nell'attuale disegno di legge in discussione alla camera, potrebbe essere rivisto "visto che da tempo nella riflessione accademica si ragiona intorno ad altri strumenti, quali la possibilità di munire l'ordinamento di un corredo di rimedi di tipo compensativo per le ipotesi in cui si registri una dilatazione eccessiva dei tempi processuali non ascrivibile a responsabilità dell'imputato.
Si tratta di scelte cui sono già approdati alcuni ordinamenti europei (può citarsi l'esempio della Germania e della Spagna), caratterizzati da un assetto assimilabile a quello delineatosi nel nostro Paese e che non incontrano contrarietà in particolare nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo". A forte carica innovativa, infine, la proposta, sull'elezione del Csm, di prendere in esame un rinnovo parziale dei componenti laici e togati ogni 2 anni.
I nomi della Commissione per la riforma penale
Poco tempo e ritmi stretti. Sono quelli che dovrà rispettare il gruppo di lavoro sulla riforma penale che la ministra Marta Cartabia ha istituito e che parte già nelle prossime ore. A guidarlo il presidente emerito della Corte costituzionale, predecessore di Cartabia, Giorgio Lattanzi, suoi vice il docente di Diritto penale alla Statale di Milano Gian Luigi Gatta ed Ernesto Lupo, già primo presidente della Cassazione.
La squadra è poi completata da Vittorio Manes, storico esponente delle Camere penali e docente di Diritto penale, dagli avvocati Francesco Arata (anche professore di Diritto penale) e Luca Luparia, a sua volta docente di Procedura penale; dai magistrati Luigi Orsi, Carlo Citterio e Fabrizio D'Arcangelo e Rodolfo Sabelli; dai professori Mitja Gialus (Procedura penale), Grazia Mannozzi (Diritto penale) e Serena Quattrocollo (Procedura penale), dal costituzionalista Andrea Simoncini. Obiettivo immediato è quello di preparare, entro la fine di aprile, il pacchetto di proposte del ministero al disegno di legge delega sul processo penale in discussione alla Camera.











