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di Raffaele Sardo


La Repubblica, 16 giugno 2021

 

Una relazione con molte criticità quella presentata dal garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, nella sala consiliare del Comune di Caserta. Nel Report annuale, relativo ai luoghi di privazione della libertà personale della provincia di Caserta 2020, redatto in collaborazione con l'Osservatorio Regionale sulla detenzione, Ciambriello ha messo in luce insieme alle buone prassi, anche numerosi problemi che la popolazione carceraria vive.

Tra quelli che appesantiscono una situazione già molto difficile in tempo di Pandemia, sicuramente c'è la mancanza di figure professionali come gli educatori, gli psicologi, o addirittura mancanti come i mediatori culturali. Mancano anche i medici specialistici negli istituti penitenziari, non sono sufficienti ad accogliere tutte le richieste sanitarie dei detenuti. Ad appesantire una situazione che la pandemia ha reso sicuramente più complicata, sono arrivate anche le rivolte, le proteste, in varie forme, ma anche tanti atti di autolesionismo e finanche 59 tentativi di suicidi di cui 3, purtroppo, riusciti. Si è tolto la vita anche un minore, Vincenzo, 16 anni, ospite di una comunità per minori, a Villa di Briano. Ci sono stati dei morti anche tra gli agenti di polizia penitenziaria, ma dovuti al Covid, in seguito ad alcuni focolai scoppiati nel carcere di Carinola e Santa Maria C.V.

"Se ad Arienzo e nell'istituto militare di Santa Maria CV, la vita comunitaria è stata caratterizzata da un sostanziale mantenimento della socialità - ha evidenziato Ciambriello - che è riuscita a contenere un numero di eventi quantificabili in uno o due episodi, la situazione negli altri istituti del territorio provinciale è decisamente diversa. Infatti gli atti di autolesionismo sono stati 42 ad Aversa, 92 a Carinola, 196 a Santa Maria CV. Rilevante il numero degli scioperi della fame e/o sete risultati in 262 e l'aumento delle infrazioni disciplinari registrate che sono 893. Nel 2020, inoltre, si sono verificati in questi istituti 59 tentativi di suicidio e 3 persone hanno deciso di togliersi la vita in carcere (due a Santa Maria Cv e una ad Aversa). In Campania i suicidi sono stati 9 nel corso del 2020"

Ciambriello, ha sottolineato che oltre al pianeta carcere, il mandato istituzionale del Garante regionale dei detenuti prevede anche che si occupi di coloro che sono sottoposti a Trattamento Sanitario Obbligatorio (Tso), dei ricoverati nelle Rems (residenze per l'esecuzione delel misure di sicurezza) e nella RsA (Residenze per Anziani) e di tutti coloro che si trovano in una condizione di limitazione della propria libertà personale, come accade anche agli stranieri nei centri per gli immigrati.

Ma soprattutto ha messo in risalto che la pandemia ha aumentato l'isolamento che le persone vivono nei luoghi di restrizione, causando una limitazione di contatti all'esterno e, in alcuni casi addirittura una cessazione delle attività. Un aiuto fondamentale è arrivato dall'uso delle nuove tecnologie.

"Rivolte, mini rivolte e proteste hanno caratterizzato questo lungo anno segnato dalla pandemia - ha spiegato Ciambriello - A Carinola a Santa Maria Cv, così come a Poggioreale e a Salerno, sono note le proteste durante la diffusione dei primi contagi e la sospensione dei colloqui. In particolare a Santa Maria C.V. sono in corso indagini in seguito a presunti pestaggi che si sarebbero verificati per contenere le proteste".

Nel dibattito che è seguito alla relazione di Ciambriello, sono intervenuti il Prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto; Maria Antonietta Troncone, procuratore a Santa Maria C.v. Gabriella Maria Casella, presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Antonio Fullone, provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Emanuela Belcuore, Garante dei detenuti della provincia di Caserta, Francesco Piccirillo, avvocato. Le conclusioni sono state affidate a Francesco Chiaromonte, magistrato di Sorveglianza.