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di Vincenzo Cimmino

fanpage.it, 20 aprile 2025

Il prelato, sacerdote della diocesi di Aversa, ha ricoperto per anni il ruolo di cappellano presso il carcere di Secondigliano a Napoli. La provincia di Caserta ha un nuovo garante dei detenuti. È don Salvatore Saggiomo, sacerdote della Diocesi di Aversa e viceparroco della Chiesa San Massimiliano Maria Kolbe di Giugliano in Campania. Il prelato assume così una carica rimasta vacante per almeno quattro anni. Si occuperà dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale a titolo completamente gratuito. Una nomina, quella del religioso, che rappresenta un passo in avanti significativo per la promozione e il rispetto dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni di vita di chi sta scontando una pena detentiva.

“Assumo questo incarico con senso di responsabilità e dedizione” ha commentato il neo-garante per il casertano, “consapevole delle sfide che mi attendono. Il mio impegno sarà rivolto a garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone detenute e a promuovere percorsi di reintegrazione sociale efficaci. Chi sbaglia è giusto che paghi, ma con dignità”. Don Saggiomo ha voluto anche ringraziare il Presidente facente funzioni della Provincia di Caserta Marcello De Rosa e il Vescovo di Aversa Angelo Spinillo.

Noto per il suo impegno nella giustizia sociale e nella difesa dei più vulnerabili, il prelato ha ricoperto per anni il ruolo di cappellano presso il carcere di Secondigliano a Napoli. Lì ha dimostrato di avere grande attenzione verso il reinserimento sociale dei detenuti, offrendo loro supporto morale e promuovendo diverse iniziative volte alla loro reintegrazione. Don Saggiomo, giornalista e cofondatore con Gennaro Panzuto dell’associazione “NCO - Niente camorra oggi”, è anche attivamente impegnato nella prevenzione della criminalità e nella promozione di percorsi alternativi per i giovani del territorio campano.

Tra i compiti che si ritroverà ad affrontate, il monitoraggio delle strutture detentive per assicurare il rispetto della dignità umana, la promozione dei programmi volti al reinserimento per i detenuti, la collaborazione con le istituzioni e le organizzazioni del terzo settore, la sensibilizzazione del pubblico e il dialogo costante con i giudici per la tutela dei diritti individuali dei singoli. La Provincia di Caserta ha recepito il ruolo del garante nel 2020, con una delibera.