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di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 26 marzo 2015

 

L'Ospedale giudiziario psichiatrico di Aversa chiuderà, ma rimarrà sempre un carcere. Dopo il 31 marzo prossimo - giorno della chiusura degli Opg stabilito dalla legge - l'Opg verrà trasformato in un "Istituto di Reclusione" per condannati non pericolosi. Il Provveditore regionale campano dell'Amministrazione Penitenziaria Tommaso Contestabile, ha dichiarato: "Ho già presentato al ministero di della Giustizia un progetto di riconversione dell'Opg in istituto per 150-200 detenuti a basso indice di pericolosità".

Intanto ha fatto visita nella struttura la Commissione Igiene e Sanità del Senato guidata dal senatore Lucio Romano. La delegazione, accompagnata dalla direttrice Elisabetta Palmieri, è giunta per "valutare lo stato attuale di assistenza degli internati e l'andamento del processo di dismissione attraverso delle audizioni con i responsabili".

Per legge, gli Opg vanno chiusi entro il 1° aprile di quest'anno ma in molti territori le Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza), che dovrebbero prendere in cura gli internati, non sono operative. Romano a riguardo ha dichiarato: "Se le Regioni non saranno in grado in tempi ragionevoli di dare assistenza ai soggetti attualmente internati negli Opg verrà nominato un commissario ad acta che dovrà farsi carico di risolvere la situazione.

Già in due circostanze la data di chiusura è stata prorogata, nonostante l'opposizione mia e di alcuni colleghi, ma è arrivato il momento di attuare la normativa che prevede un cambio di mentalità epocale, con il passaggio da una dimensione esclusivamente giudiziaria ad una assistenziale. Le Rems non saranno piccoli Opg".

Nel frattempo, sempre a proposito della riconversione dell'ospedale giudiziario, la direttrice dell'Opg Elisabetta Palmieri ha spiegato che "il nuovo istituto dovrebbe ospitare soprattutto condannati con pena definitiva ma non ergastolani, mentre una piccola parte dovrebbero essere detenuti in attesa di giudizio inviatici dal Tribunale di Napoli Nord che oggi finiscono solitamente nella case circondariali Santa Maria Capua Vetere e Napoli".

Per i nuovi ospiti che giungeranno nella città normanna è pronto il progetto "Habitat sociale" già finanziato con fondi della sanità penitenziaria e dal Dipartimento di Sanità Mentale dell'Asl di Caserta diretto dall'aversano Luigi Carrizzone. "Le celle - ha dichiarato il sociologo dell'Opg Massimo Ferrillo - non saranno come quelle delle normali carceri, spesso alienanti per i detenuti; i colori delle pareti saranno diversi e vivaci, ci sarà spazio per posizionare delle piantine, il letto sarà anche un divano. Sedici detenuti inoltre si costruiranno i mobili. Faremo in modo di migliorare l'ambiente carcerario".

Non mancano le polemiche dei cittadini, i quali sono infastiditi che il nuovo istituto di reclusione sarà ubicato in pieno centro cittadino. Si sa, le carceri devono rimanere confinate nelle periferie, lontane dagli occhi indiscreti dei cittadini per bene. Altrimenti che emarginazione sociale sarebbe?