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di Piero Rossano


Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2021

 

"Te l'avevo detto mamma che sarebbe finita così". Villa di Briano, era ospite della casa alloggio da ottobre. Domenica era fuggito per andare dalla madre. Il tribunale gli aveva negato di partecipare a una messa per la sorella defunta. "Te l'avevo detto mamma che sarebbe finita così...".

Quelle poche righe scritte a penna su un fogliettino di carta ritrovato a poca distanza dal suo corpo sono tutto quel che resta di un giovane di nemmeno 16 anni che ieri ha deciso di togliersi la vita, lasciandosi morire dopo essersi sistemato al collo la cintura di un accappatoio.

Il dramma si è consumato in mattinata all'interno di una comunità di recupero di Villa di Briano, nell'Agro Aversano, senza che nessuno potesse intervenire in suo soccorso in quei frangenti e sull'episodio è stato aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica del tribunale di Napoli Nord che ha disposto anche il sequestro della salma e l'autopsia sul corpo.

L'esame necroscopico dovrebbe essere condotto oggi stesso all'ospedale di Giugliano in Campania ma intorno alle cause del decesso non dovrebbero esserci dubbi: il medico legale intervenuto ieri ha potuto già verificare che la morte sarebbe sopravvenuta per asfissia.

Quel che resta da accertare, invece, sono le motivazioni che hanno spinto il minore a compiere un gesto così grave. Una ipotesi è stata formulata già ieri da fonti investigative (ad indagare in prima battuta sono i carabinieri della stazione di Frignano): il ragazzo sembrava turbato da alcuni giorni, da quando a metà della passata settimana il Tribunale dei minorenni di Napoli aveva risposto in maniera negativa alla sua richiesta di permesso per seguire una funzione religiosa in memoria della sorella morta di recente.

Il ragazzo era ospite della casa alloggio "I cento passi" da alcuni mesi e condivideva spazi ed attività con altri minori. Lui ci era arrivato per espiare una rapina compiuta il 24 settembre dello scorso anno a Scafati in concorso con altri minori. Nella cittadina del Salernitano c'era arrivato dalla sua Boscoreale, dove viveva con i genitori (entrambi, si è appreso ieri sempre da fonti investigative, con precedenti di polizia).

E con gli altri aveva preso di mira un ragazzino, al quale dietro minacce era stato alla fine strappato il suo cellulare. I giudici minorili gli avevano per questo inflitto un periodo in comunità e la casa alloggio prescelta era stata quella di Villa di Briano. Dove il minore, tra alti e bassi, aveva accettato di stare. Partecipando anche alle diverse attività che si svolgevano in comunità, secondo il racconto dei responsabili della struttura ai carabinieri. Poi qualcosa dentro di lui si è rotta fino ad arrivare all'irreparabile.

Domenica scorsa il ragazzo si è allontanato dalla casa alloggio senza alcuna autorizzazione. Alle 17 del pomeriggio, quando la fuga è stata scoperta, è stato dato l'allarme e sono cominciate le ricerche. Tre ore più tardi, intorno alle 20, il giovane ha fatto ritorno in via Ugo La Malfa, dove ha sede la cooperativa sociale, accompagnato dalla madre. Pare che sentisse il bisogno, la necessità di tornare a casa in un momento particolare di dolore per sé e per la sua famiglia. Pur essendo rientrata la fuga, nella mattinata di ieri la responsabile della struttura si è però recata presso la stazione dei carabinieri di Frignano per denunciare ugualmente l'episodio: una prassi a cui non poteva sottrarsi per termini di legge.

Ed è stato in questo preciso istante - quando le lancette dell'orologio segnavano le 11 - che la donna ha ricevuto una chiamata sul suo cellulare: il corpo senza vita del ragazzo era stato scoperto con un cappio rudimentale al collo ricavato da una cintura d'accappatoio fissata all'altra estremità alla ringhiera del balcone di un bagno. Poco più in là, come detto, la scoperta di un foglio di carta su cui aveva lasciato un messaggio ai familiari. Alla madre, in particolare, alla quale forse aveva già rivelato le sue intenzioni. "Te l'avevo detto mamma che finiva così...". Sul posto sono subito accorsi i carabinieri e in contemporanea un equipaggio del 118 che ha solo potuto constatare l'avvenuto decesso del minore.