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di Claudio Mazzone

Corriere del Mezzogiorno, 3 marzo 2023

“È chiaro che lo Stato non accetta i ricatti, ma non si può trasformare questo detenuto in un simbolo di terrore e di pericolo per la sicurezza nazionale e mi pare che sarebbe sbagliato non far prevalere un elemento di umanità”. Con queste parole il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha risposto ad una domanda di Antonio Di Muro, uno studente del liceo scientifico Severi di Salerno.

Il quesito era sulla costituzionalità del 41 bis e De Luca era ospite di quell’istituto per il progetto “W…è viva la Costituzione”. Pur senza nominare Alfredo Cospito, detenuto in regime di carcere duro in quanto capo della Federazione Anarchica Informale e in sciopero della fame, De Luca ha pronunciato parole chiare sull’anarchico. “Non mi piace - ha detto agli studenti - il dibattito che si è sviluppato sul 41 bis. Sono d’accordo con questa misura ma non la si può trasformare in una forma di pena di morte mascherata. La costituzione - ha continuato il governatore sancisce che la carcerazione deve recuperare anche dei peggiori delinquenti”.

Una posizione che ha subito scatenato la polemica politica. Il commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania, Antonio Iannone, ha condannato l’intervento del governatore. “De Luca pacifista e permissivista - ha detto Iannone - sarebbe una barzelletta se non fosse grave il fatto di trasmettere agli studenti che Cospito è una vittima dello Stato. Un’irresponsabile rappresentazione di un delinquente che non riconosce lo Stato, che si è macchiato di gravi crimini di cui dovrebbe chiedere scusa alle vittime e ai familiari, che ha intrattenuto rapporti con le Brigate Rosse inneggiando alla violenza politica. De Luca è in confusione e trasmettere questi messaggi agli studenti è assolutamente diseducativo. Capiamo le sue origini comuniste ma avrebbe dovuto maturare un po’ di senso delle Istituzioni”.