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di Laura Pertici

La Repubblica, 24 gennaio 2023

Tra i sostenitori intellettuali, avvocati e artisti come Zerocalcare, Elio Germano, Ascanio Celestini, Luigi Manconi. Il documento di lancio dell’iniziativa: “Il carcere duro è come la pena di morte”. Contro l’ergastolo e il 41 bis, una sessantina di gruppi e associazioni, e quasi 150 tra artisti, intellettuali, docenti universitari, ricercatori, avvocati, attivisti hanno creato e sottoscritto la neonata piattaforma “Morire di pena”.

Un progetto creato sulla scia del clamore creato dal caso di Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame contro il regime di carcere duro a cui è stato sottoposto per aver gambizzato nel 2012 l’ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e aver piazzato nel 2006 due ordigni esplosivi fuori da una caserma di Cuneo senza uccidere nessuno. Tra le firme ci sono quella del fumettista Zerocalcare, degli attori Elio Germano e Ascanio Celestini, dei gruppi musicali 99 Posse e Assalti frontali, degli ex senatori Luigi Manconi e Heidi Giuliani.

“Danni al corpo e alla psiche” - “Fin dalla sua nascita - si legge nel documento del comitato promotore dell’iniziativa, partita da Napoli - il 41bis si è mostrato come uno strumento di ricatto per spingere i detenuti alla collaborazione con la magistratura, fondato su pratiche di vera e propria tortura. Le condizioni inumane di detenzione previste da questo istituto si concretizzano in isolamento in celle di pochi metri quadri, limitazioni all’ora d’aria, sorveglianza continua, limitazione o eliminazione dei colloqui con i familiari, controllo della posta, limitazione di oggetti in cella persino come penne, quaderni e libri. Un progressivo annientamento che provoca danni incalcolabili nel corpo e nella psiche dei detenuti”.

“Ergastolo come la pena capitale” - L’ergastolo viene definito come “assimilabile in tutto e per tutto alla pena di morte”. “Nel corso delle prossime settimane - spiegano dal comitato promotore - organizzeremo iniziative di divulgazione, sensibilizzazione e dibattito nelle principali città d’Italia, perché, partendo dalla lotta di Alfredo Cospito, la cui vita è a rischio nell’indifferenza totale di governo e magistratura, il dibattito per l’abolizione degli inumani istituti di ergastolo e 41bis apra delle possibilità concrete per una riforma necessaria”.