sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 10 maggio 2025

Annullata con rinvio la decisione del Tribunale di sorveglianza di Roma, impugnata dalla difesa, che aveva confermato la proroga del 41 bis all’ultranovantenne Giuseppe Morabito, nonostante la diagnosi di deterioramento cognitivo e la condanna del 10 aprile scorso da parte della Corte Europea. L’avvocata Giovanna Beatrice Araniti, difensore dell’ex capo storico della ‘ ndrangheta - attualmente al 41 bis nel carcere di Opera - l’8 marzo ha presentato ricorso per Cassazione contro l’ordinanza che respingeva il reclamo al decreto del ministero della Giustizia, con cui era stato ripristinato il regime duro per altri due anni. La sentenza della Cedu riguarda il periodo fino al 24 maggio 2023, quando Morabito fu ricoverato d’urgenza per un’ernia, con conseguente sospensione del 41 bis.

Durante la procedura a Strasburgo, il regime è stato però riattivato dal ministero. Da qui, il ricorso in Cassazione, integrato - dopo la condanna europea - con una memoria che richiama il giudizio di ingiustificata proroga per un detenuto ultranovantenne. Nel ricorso si contesta la totale mancanza di motivazione dell’ordinanza: secondo la difesa, la decisione non spiega le ragioni adottate e ignora i documenti prodotti. Viene richiamata la giurisprudenza della Cassazione, secondo cui carenze del genere violano la legge, anche nei ricorsi limitati ai profili formali. L’articolo 41 bis prevede infatti che, se un reclamo viene accolto, il ministero può disporre un nuovo provvedimento solo sulla base di fatti nuovi. Ma in questo caso - osservano i legali - non ne è stato indicato nessuno.

Morabito era già stato trasferito ai domiciliari in una struttura sanitaria, dopo un intervento urgente ritenuto necessario dai medici. Una scelta convalidata dai giudici di sorveglianza, che avevano escluso la compatibilità tra il 41 bis e le sue condizioni cliniche. A rafforzare la difesa, due sentenze definitive che ne attestano l’incapacità di partecipare ai processi. La decisione impugnata, secondo i legali, ignora tutto questo e ripropone tesi già superate. A ciò si aggiunge la condanna della Cedu. La Cassazione ha accolto i rilievi, annullando l’ordinanza con il rinvio. In attesa delle motivazioni, sul tavolo del ministero della Giustizia c’è l’istanza della difesa di Morabito, dove si chiede di dare atto alla sentenza della Corte Europea.