di Beatrice Branca
Corriere del Veneto, 21 febbraio 2026
Il Comitato: “Si vede che camminava lento e assorto e non inseguiva nessuno”. Pubblicato un altro video sugli ultimi attimi di vita del 26enne maliano, ucciso il 20 ottobre 2024 in stazione Porta Nuova a Verona da un agente della Polizia Ferroviaria che lo ha colpito con un proiettile dritto al cuore. Continua il dibattito pubblico sulla morte di Moussa Diarra e nelle ultime ora sbuca un altro video sugli ultimi attimi di vita del 26enne maliano, ucciso il 20 ottobre 2024 in stazione Porta Nuova da un agente della Polizia Ferroviaria che lo ha colpito con un proiettile dritto al cuore.
Nella serata del 18 febbraio il Comitato Verità e Giustizia per Moussa ha pubblicato un’altra clip sulla sua pagina Facebook dove si vede il giovane camminare nell’atrio della stazione e i due agenti della Polfer, quello che ha sparato e il suo collega, che lo inseguono correndo. “Moussa Diarra verrà ucciso sette secondi dopo”, dice una voce fuori campo che accompagna il video. “Si sta cercando di spostare l’attenzione, affermando che Moussa inseguiva i poliziotti - scrive il Comitato in un post su Facebook -. I video completi mostrano come fossero loro ad inseguire lui che camminava lento e assorto per la stazione, senza fare caso a nessuno, probabilmente immerso nel suo dolore e nei pensieri ossessivi che senz’altro aveva. Avrebbero avuto bisogno di ben altra presa in carico”. Pochi giorni fa l’avvocato del poliziotto, Matteo Fiorio, aveva invece riferito come non fosse “vero che il ragazzo fosse inseguito dai poliziotti. Sono stati invece gli agenti della Polfer ad essere stati improvvisamente aggrediti da Moussa, armato di coltello e in rapida avanzata verso di loro”. Parole che, per il Comitato, sono “smentite dalle immagini chiare dei video di sorveglianza della stazione”.
Nel frattempo, proseguono le polemiche anche sul primo video diffuso da Ilaria Cucchi sui suoi profili social. Immagini crude che ritraggono gli ultimi attimi di vita del 26enne maliano, ucciso il 20 ottobre 2024 in stazione Porta Nuova da un agente della Polfer che lo ha colpito con un proiettile dritto al cuore. Nella breve clip Moussa è a terra agonizzante e nei primi secondi sta stringendo il coltello nella mano mentre il poliziotto che ha sparato si china su di lui chiamando i soccorsi. “L’avvocato Anselmo da tempo si professa un cultore dell’approccio mediatico nelle vicende giudiziarie - dice Stefano Paoloni, segretario generale del SAP -. In questo momento, in cui il gip deve decidere rispetto alla richiesta di archiviazione nei confronti del collega della Polfer di Verona, che è stato costretto a difendersi dall’aggressione, l’uscita della senatrice Cucchi rappresenta lo strumento per riaprire il dibattito sulla vicenda e gettarlo in pasto all’opinione pubblica, banalizzando sul coltello impugnato, tanto da definirlo una posata”.
Sulle critiche al video pubblicato da Cucchi e in particolare sull’accusa di aver tagliato qualche frame interviene anche qui il Comitato di Verità e Giustizia per Moussa. “Chi si immaginava un kriss o una scimitarra è rimasto scioccato alla vista di un coltellino seghettato di quelli che si usano per tagliare la pizza, e a volte devi anche insistere - riferisce il Comitato -. Un’altra accusa rivolta a Cucchi è di aver tagliato il video ad arte, non mostrando la pietas del poliziotto nel cercare disperatamente di rianimare Moussa. Quel tentativo c’è stato, è vero, ma su un corpo ormai morto, ben dopo aver curato attentamente che il famoso coltello venisse inquadrato dal telefono di un volenteroso collega”. “Gli agenti avevano a disposizione taser e scudi, ma è stata usata la pistola - scrive l’avvocato Fabio Anselmo della famiglia Diarra in un post Facebook -. Dopo lo sparo è rimasto a terra agonizzante. Nel caso Diarra il processo mediatico non è partito dai social o dai giornali, ma dalle istituzioni. La procura ha chiesto l’archiviazione. Deciderà il giudice dopo l’opposizione dei familiari. Siamo a Verona, non a Minneapolis, e l’uso della forza letale deve restare un’estrema ratio”.









