di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 24 luglio 2020
L'ex capo dell'Anm ha chiesto di sostituire Davigo, Ferri "rifiuta" tutto il plenum. Il vicepresidente del Csm David Ermini, in qualità di presidente della sezione disciplinare, con un decreto del 21 luglio ha fissato per martedì prossimo, 28 luglio, la data della trattazione delle istanze di ricusazione presentate dall'ex presidente dell'Anm Luca Palamara e dall'ex leader di Magistratura indipendente e ora deputato di Italia viva Cosimo Ferri nell'ambito dei procedimenti legati a quello che viene ormai chiamato comunemente "Palamaragate", il "mercato" delle nomine.
Palamara aveva ricusato Piercamillo Davigo, Ferri, invece, si era spinto oltre ricusando addirittura tutto il Plenum, reo a suo dire di non essere "terzo ed imparziale" nei suoi confronti. Anzi, in più occasioni ci sarebbe stata già una anticipazione - sfavorevole - del giudizio. La mossa dei due magistrati complica la tabella di marcia della sezione disciplinare. Una tabella di marcia alquanto lunga, dal momento che sono state fissate udienze fino alla fine dell'anno.
Niente processo rapido come molti si aspettavano. Da qui, allora, la decisione di una fissazione sprint da parte di Ermini per non dilatare ulteriormente i tempi. Le prime conseguenze, in caso venissero la settimana prossima respinte le istanze di ricusazione di Ferri e Palamara, si avranno sulla futura campagna elettorale per il rinnovo dell'Anm, le elezioni sono previste in autunno.
Una campagna elettorale che dai tribunali si sposterà nella sala Vittorio Bachelet al terzo piano di Palazzo dei Marescialli. Molto probabile, infatti, che alcuni dei testimoni citati da Palamara siano chiamati a riferire sul sistema delle correnti e sull'influenza di quest'ultime in tema di nomine e di incarichi ai magistrati.
Salvo che il collegio disciplinare decida per un taglio dei testi. Si tratta di domande che possono creare molto imbarazzo. Fra i magistrati citati da Palamara ci sono i capi dei gruppi associativi. Cosa potrà uscire da questi interrogatori è difficilmente prevedibile. Le chat di Palamara hanno comunque messo in luce che tutti i gruppi della magistratura erano coinvolti nella degenerazione del correntismo.
Il clima in generale nella magistratura associata è sempre più teso. In particolare sulla vicenda Palamara c'è chi invoca il ritorno della loggia P2 e chi grida al complotto. In tutto ciò la legge di riforma del Csm, voluta dall'esecutivo per rispondere a quanto accaduto, dovrebbe dare ancor più potere ai gruppi associativi. Soprattutto a quelli più organizzati e strutturati sul territorio.
L'allarme è stato lanciato nei giorni scorsi da Sebastiano Ardita, consigliere davighiano al Csm. Ardita, con il pm antimafia Nino Di Matteo, ha anche firmato l'appello per il sorteggio dei componenti del Csm Sorteggio che però, dopo averlo sponsorizzato, è ora visto con il fumo negli occhi dal ministro della Giustizia Alfonso Bonadede.










