di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 28 gennaio 2025
In base alla perizia consegnata al pm, la registrazione sarebbe stata di un minuto e dieci secondi ma è rimasto solo il frame iniziale. Il video girato con il telefono cellulare dal testimone c’era ma è stato cancellato e non è più possibile recuperarlo. È quanto emerge dalla consulenza commissionata dalla Procura di Milano sul telefono di Omar E., il ragazzo testimone dell’incidente che la notte tra il 23 e il 24 novembre ha portato alla morte del diciannovenne Ramy Elgaml, inseguito dai carabinieri mentre era su uno scooter. La relazione è stata firmata da Marco Tinti, nominato dai pm per verificare se il filmato fosse stato cancellato o meno e dalla perizia emerge che la cancellazione c’è stata. Il video sarebbe stato di un minuto e 10 secondi.
La fotocamera del testimone è risultata in funzione dalle 4.03 e 22 secondi fino alle 4.04 e 31 secondi, secondo quanto scritto dall’agenzia Agi. Non sarebbe però possibile recuperarlo e quindi vederne il contenuto. Di quel video, scrive sempre la perizia, è rimasto solo il frame iniziale, dal quale si vede la prospettiva dalla quale stava filmando il testimone: dalle strisce pedonali tra via Quaranta e via Ripamonti. Lì è stato geolocalizzato il cellulare di Omar e lì il ragazzo è immortalato nel video di una delle telecamere di servizio. Il testimone è ripreso sulle strisce pedonali con il braccio alzato verso via Ripamonti, come a filmare col cellulare quanto stesse succedendo.
Omar ha visto arrivare i due mezzi, una prospettiva quindi utile a capire se il contatto c’è stato o meno, e in quale momento. Nessuno però potrà mai vedere quel video in quanto, secondo la perizia tecnica, irrecuperabile. Omar, interrogato dai pm, aveva raccontato di aver ripreso con il suo telefono la parte finale dell’inseguimento da parte dei carabinieri, quando Ramy ha perso la vita mentre Fares Bouzidi, alla guida del mezzo, è rimasto gravemente ferito; ha anche raccontato di aver sentito le sirene dei carabinieri e di aver iniziato a girare un video con il suo cellulare riprendendo la fase finale dell’inseguimento fino allo schianto.
Il testimone è stato poi raggiunto da due militari, come confermato anche dal video di una telecamera di servizio, che, secondo il racconto del giovane, gli hanno intimato di cancellare il filmato. “I carabinieri sono venuti vicino a me e mi hanno fatto una foto al documento e mi hanno detto ‘cancella immediatamente il video, adesso che hai fatto il video ti becchi anche una denuncia’” ha fatto mettere a verbale il giovane. E la perizia ha effettivamente riscontrato la cancellazione del video.
I due carabinieri sono indagati per frode processuale, depistaggio e favoreggiamento nell’ipotesi che davvero abbiano costretto il teste a rimuovere immagini che sarebbero state importanti per ricostruire la dinamica dell’incidente. Un altro carabiniere è indagato con l’accusa di omicidio stradale in concorso con Fares. Ora si attende a giorni l’esito della consulenza cinematica che proverà a spiegare se il contatto tra auto e moto alla fine dell’inseguimento c’è stato oppure no.










