sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Fulvio Fulvi

 

Avvenire, 26 giugno 2021

 

Su tutto il territorio nazionale sono presenti solo trenta "Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza" (Rems) per un totale di 709 posti a disposizione di detenuti affetti da malattie psichiche. Ma con la pandemia da Covid-19 la domanda di ricoveri nelle strutture che hanno preso il posto degli ospedali psichiatrici giudiziari, chiusi definitivamente nel 2015, è sempre crescente.

"La domanda è di molto superiore alla capacità di accoglienza e 71 persone si trovano in cella anziché in Rems: questo è inaccettabile" ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, dal palco della Conferenza nazionale sulla salute mentale di comunità in svolgimento a Roma. Un'emergenza a cui far fronte in tempi brevi, "una priorità assoluta a garanzia di tutti perché" ha proseguito l'esponente del governo "dove manca la cura della salute mentale le carceri diventano una polveriera". "Il carcere è una comunità astratta e chiusa - ha spiegato Cartabia - dove i problemi di salute psichica latenti vengono all'evidenza e portano gravi disagi e rischi per tutti".

Il ministro si è rivolto quindi alle autorità sanitarie "oggi le sole competenti in materia" affinché assicurino "un'adeguata assistenza ai detenuti e prestino attenzione a cosa accade aldilà delle mura". E ha chiesto quindi, soprattutto alle Regioni che hanno la più diretta responsabilità per la cura delle persone "se si può fare uno sforzo del tutto particolare in questo frangente".

Sulla gestione delle Rems la Corte costituzionale ha disposto proprio giovedì scorso un'istruttoria secondo la quale i Ministeri della Giustizia e della Salute, ma anche la Conferenza delle Regioni e l'Ufficio Parlamentare di bilancio, dovranno fornire entro 90 giorni informazioni in merito "alle difficoltà nell'applicazione concreta delle misure di sicurezza nei confronti degli autori di reato infermi di mente e socialmente pericolosi".

"Lavoreremo tutti velocemente e assiduamente" ha sottolineato Cartabia. "All'ordinanza della Consulta daremo seguito immediatamente con l'istituzione di un Osservatorio di monitoraggio su cui siamo in attesa della nomina dei rappresentanti delle Regioni" ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza. Il quale ha garantito anche un impegno sul fronte delle risorse, la prima delle quali - ha precisato - è quella culturale con la quale migliorare la qualità dell'assistenza, rafforzare il processo formativo e le buone pratiche nell'ambito di un sistema integrato con le aziende del Servizio sanitario nazionale".

Ed è necessario pure aumentare i finanziamenti dedicati al progetto. Speranza è poi intervenuto contro l'abolizione della contenzione nei luoghi di cura: "Mai più pazienti psichiatrici legati" ha sottolineato. Alla Conferenza sulla salute mentale di comunità sono arrivati anche i messaggi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che chiede di "tutelare i più fragili", e di Papa Francesco, da cui arriva l'invito a "superare lo stigma" che ancora pesa sulla malattia mentale, "contro la mentalità dello scarto secondo cui si prestano cure e attenzioni maggiori a chi apporta vantaggi produttivi alla società dimenticando che quanti soffrono fanno risplendere, nelle loro esistenze e ferite, la bellezza insopprimibile della dignità umana".

Il Capo dello Stato, in particolare, ha sottolineato che "l'Italia è stata pioniera in tema ponendo le basi per il superamento di limiti e barriere nella tutela delle persone con malattie psichiche". Il riferimento è alla legge 180, detta "legge Basaglia", approvata nel 1978.