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linchiestaquotidiano.it, 18 gennaio 2020


Lunedì 20 gennaio, presso la Casa Circondariale di Cassino, a partire dalle ore 10.00, si terrà un importante evento a cura dell'Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale e dell'Associazione Nazionale dei Magistrati, sottosezione di Cassino, in collaborazione col Garante regionale dei detenuti. Si discuterà di ergastolo ostativo e del suo possibile superamento, dopo la nota pronuncia n.253/19 della Corte Costituzionale e della sentenza Viola, licenziata lo scorso giugno dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo.

L'evento, patrocinato, tra gli altri, dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Cassino e dalla Conferenza Nazionale dei delegati dei Rettori dei Poli penitenziari - organismo a cui l'Università di Cassino ha aderito recentemente - vede la presenza di relatori d'eccezione, tra i quali lo stesso estensore della discussa sentenza della Corte Costituzionale, prof. Nicolò Zanon, oltre al Procuratore Nazionale Antimafia, Cafiero De Raho.

Tra i partecipanti anche il Capo del DAP, dott. Basentini, il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Rom, dott.ssa Vertaldi, il Presidente del Consiglio Regionale, Mauro Buschini. A margine del Convegno, si terrà la firma della nuova Convenzione sul diritto allo studio in Carcere; progetto già attivo dallo scorso anno, ma arricchito, nella sua nuova veste, dalla collaborazione della stessa Associazione Nazionale Magistrati, a cui verrà affidato un ciclo di seminari, che fungerà da pregevole arricchimento dell'offerta formativa per gli studenti detenuti. "Sarà un'utile occasione di confronto su un tema che ha fatto molto discutere in questi mesi e che richiede un approfondimento critico e scientifico.

Ringraziamo fin d'ora gli illustri relatori che hanno da subito accolto il nostro invito" afferma il Presidente della sottosezione Anm di Cassino, dott. Salvatore Scalera, che, assieme all'avvocato Grieco, coordinatrice dei diversi progetti universitari in carcere, modererà l'evento.

"Abbiamo fortemente voluto che l'incontro si tenesse in carcere, a dispetto delle innegabili complicazioni organizzative, non solo per consentire ai nostri studenti detenuti di assistervi, ma perché siamo convinti che gli "spazi fisici" hanno la loro importanza e non potevamo scegliere luogo più adatto per parlare di carcere e diritti" conclude l'avvocato Grieco.