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di Angela Nicoletti

frosinonetoday.it, 18 giugno 2022

La decisione è arrivata dopo una lunga camera di consiglio: la famiglia aveva fatto opposizione alla richiesta di archiviazione arrivata dopo una lunga indagine della Procura.

Il Gup del tribunale di Cassino ha disposto la riapertura dell’indagine sulla morte di Mimmo D’Innocenzo, il trentunenne romano deceduto nel carcere di Cassino il 27 aprile del 2017. La decisione è arrivata al termine di una lunga camera di consiglio e dopo la richiesta di opposizione all’archiviazione avanzata dai familiari del giovane. La Procura di Cassino, a conclusione di una lunga indagine, aveva ritenuto che non ci fossero elementi per aprire un processo a carico di tre persone, tutte dipendenti della struttura penitenziaria di via Sferracavalli.

Gli elementi forniti dalla difesa della famiglia, rappresentata dall’avvocato Giancarlo Vitelli, sono stati ritenuti validi dal Gup Marco Marcopido che ha quindi disposto l’apertura di un processo a carico di un medico, un infermiere ed un detenuto che al momento del malore prima e della morte poi erano accanto al 31enne. I tre hanno sempre riferito una versione che oggi non sembra essere ritenuta attendibile.

I fatti risalgono alla sera del 27 aprile quando Mimmo D’Innocenzo viene portato in infermeria, a seguito di un malore e qui sarebbero stati presenti un medico ed un’infermiera. I sanitari, invece, ascoltati dal magistrato riferiscono di non aver visitato nessuno. Un altro mistero riguarda l’improvvisa sparizione, come riferisce l’avvocato Vitelli, che rappresenta la famiglia D’Innocenzo, “di tutto il carteggio del diario clinico del carcere del mese di aprile”. Infine e non meno importante è stato l’esito dell’autopsia che ha confermato l’avvenuta iniezione sul ragazzo. Il foro sul braccio, come refertato dal medico legale, era stato praticato nell’arco delle 24 ore precedenti la morte del giovane”.

Ora con la riapertura del caso la madre di Mimmo, Alessandra Pasquire, può finalmente trovare quel minimo di serenità. La donna, insieme a tutta la famiglia, si è battuta in ogni modo per accendere i riflettori su una vicenda assurda. Mimmo è finito in carcere per una tentata rapina commessa in un supermercato vicino casa ed in uno stato di alterazione psico-fisica. Il giovane, infatti, quando aveva venti anni rimase vittima di un tragico incidente stradale al quale è sopravvissuto ma che lo profondamente segnato.