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di Marco Pederzoli


Il Resto del Carlino, 22 dicembre 2021

 

Castelfranco, grazie ai fondi saranno finanziati progetti di reinserimento sociale La vita dopo il carcere passa anche per un... calendario. Grazie al ricavato dalle vendite di uno speciale lunario d'autore, realizzato dal Lions Club "Castelfranco Emilia - Nonantola", in stretta collaborazione con la direzione della Casa di Reclusione di Castelfranco, saranno infatti finanziati progetti per formare i detenuti che stanno scontando la loro pena.

Questa, in estrema sintesi, è la filosofia che sta alla base del progetto del calendario 2022 presentato ieri pomeriggio alla Casa Circondariale di Castelfranco, alla presenza tra gli altri di Maria Martone, direttrice della Casa Circondariale, di Simona Sinceri presidente del Lions Club, di Carlo Guidetti autore delle foto, della vicesindaco Nadia Caselgrandi, dell'ispettore Luciano Ianigro, di Simona Pugliese responsabile dell'area trattamentale della Casa di Reclusione, di altri soci del Lions Club e perfino di due detenuti. Il calendario, intitolato "Dentro al futuro", ritrae nelle foto di Guidetti, impaginate da Domenico Trotta, momenti di vita quotidiana all'interno della Casa di Reclusione, dove le 82 persone tra detenuti e internati studiano e lavorano.

Diverse sono le curiosità che le foto di questo calendario mettono "colore su bianco": da un'attività di call center per un'azienda toscana, alla produzione di ostie per diverse parrocchie della Diocesi di Bologna e non solo, alla lavanderia, alla produzione di miele, ortaggi e vino, fino a lavori di artigianato e ai tortellini. Il calendario è già in vendita in questi giorni nella "casina" di piazza Garibaldi gestita proprio dalla Casa di Reclusione. Oltre al lunario, si possono acquistare altri prodotti, dal miele al Lambrusco.

Tutti i fondi raccolti, saranno appunto devoluti a finanziare l'attività di formazione dei detenuti. "Il progetto del calendario - ha commentato la direttrice Martone - è un esempio rilevante di coinvolgimento delle rappresentanze locali in un nuovo processo di inclusione sociale". La Sinceri ha inoltre evidenziato che questo progetto è nato dopo avere conosciuto la direttrice e avere visto detenuti ed internati. La Caselgrandi ha sottolineato: "I detenuti devono rientrare a pieno titolo all'interno della società, una volta scontata la loro pena". E proprio ieri due detenuti hanno promosso il progetto: "Per noi la formazione è fondamentale", dice uno. "Prima di entrare qui, non sapevo cos'era il lavoro della terra", ha aggiunto un altro.