di Marco Pederzoli
Il Resto del Carlino, 15 dicembre 2022
La Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia ha inaugurato ieri pomeriggio una nuova ala, altamente tecnologica, che permetterà di accogliere un maggior numero di detenuti e di insegnare loro a sviluppare nuove abilità, in cucina ma non solo, in vista del loro reinserimento nella società civile.
Diverse le autorità presenti ieri per il taglio del nastro, tra cui il cardinale di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi (che per l’occasione ha celebrato una messa), la direttrice della Casa di Reclusione, dott.ssa Maria Martone, e la vicesindaco di Castelfranco Emilia, Nadia Caselgrandi.
“Dopo un percorso di ristrutturazione durato oltre tre anni - ha spiegato la direttrice Martone - è stata inaugurata questa nuova ala che comprende 16 camere di detenzione da due posti l’una, ma che possono essere potenzialmente portati anche a tre posti per stanza.
La struttura si presenta ad alto contenuto tecnologico e con impianti di ultima generazione per quanto riguarda le parti elettriche, idrauliche e del riscaldamento (ad esempio, in ogni camera c’è il timer per la regolazione della temperatura, ndr).
Molto curata è stata anche la scelta dei colori e un’attenzione particolare è stata messa nelle aree ricreative e nella cucina, dotata di strumenti davvero all’avanguardia.
Del resto, abbiamo detenuti anche molto abili in cucina, tanto che, assieme all’amministrazione comunale di Castelfranco Emilia e a chef esterni, stiamo studiando la possibilità, in prospettiva, di mettere queste abilità a servizio della comunità esterna. È un progetto ancora tutto da definire, ma l’intenzione c’è”.
In ogni caso, la volontà della direttrice della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia rimane ben chiara. “Abbiamo in progetto - prosegue Martone - altri investimenti produttivi per valorizzare il lavoro dei detenuti, in ambito agroalimentare (la Casa di Reclusione gestisce anche un’azienda agricola, ndr) ma non solo: ad esempio, continua anche la formazione nell’attività di call center”.
La nuova ala non è stata ancora occupata, ma lo sarà presto. “Gli spazi saranno impegnati - continua Martone - appena sarà ultimato il piano ferie del personale. Dagli attuali 80 detenuti, passeremo a circa 120”. Per quanto riguarda la tipologia dei reclusi, si tratta di persone non giudicate pericolose dal sistema giudiziario e che hanno come fine pena un periodo inferiore ai 6 anni.
Il “modello Castelfranco Emilia” è stato promosso anche dal garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, che in una nota ha commentato: “Quello di Castelfranco Emilia è un modello virtuoso che mette al centro il lavoro. È anche un modo per investire sulla sicurezza sociale, per frenare il cosiddetto rischio di recidive, contrastando, inoltre, il pericolo suicidario particolarmente presente nelle strutture di detenzione”.










